Nel weekend che segna l’inizio di questa estate da cui non sappiamo bene cosa attenderci, esce puntuale il singolo “da juke box” di Achille Lauro, la cui strategia sembra ormai quella di proporsi come musicista pop a tutto tondo, svincolato dai trascorsi hip-hop. Il nuovo pezzo si intitola assai significativamente Bam Bam Twist (riferimento vago alla Bang Bang di Nancy Sinatra/Dalida?) e impasta chitarrine da 45 giri surf e wave pop posterizzate, una ritmica twist scongelata da un’ibernazione 80s e fraseggi di piano applicati come stickers.
La melodia è sbrigativa ma efficace, il testo assemblato col tipico ricorso ai correlativi oggettivi da immaginario schizofrenico ai tempi dello streaming (da “lo zoo di Berlino” a “Tarantino”, da “De Niro” a “Ragazzi fuori”, e via discorrendo) cantato con la ormai tipica inflessione imbronciata di chi cova insofferenza mentre sta al gioco. Fa pensare a un Ivan Cattaneo con un team assai più scafato alle spalle, o a un Gianluca Grignani senza un vero retroterra pop-rock (perciò se lo inventa al momento, visto che si può). Si conferma il senso di una divaricazione bella larga tra ricercatezza estetica/iconografica (by Gucci) e proposta musicale, quest’ultima improntata a una sfrontata piattezza ready-made, ottima del resto per aggredire le playlist d’ogni ordine e grado.
