Nuovo appello del MEI per il sostegno alla musica indipendente ed emergente. A ottobre gli Stati Generali

Il MEI torna a chiedere aiuti per il comparto musicale indipendente.

Operatori e artisti del settore musicale e spettacolo dal vivo indipendente ed emergente tornano a chiedere interventi concreti immediati entro l’estate per scongiurare il rischio di chiusura della stessa filiera.

In un comunicato pubblicato sul sito del MEI (Meeting delle etichette indipendenti) e contestuale all’annuncio da parte della stessa organizzazione degli StaGe! (Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente) in programma i prossimi 3 e 4 ottobre a Faenza per celebrare i 25 anni di attività della sigla, si richiede a favore della categoria «un bonus a fondo perduto per le piccole, medie e micro imprese e associazioni culturali al fine di recuperare il fatturato perduto da febbraio, un sostegno concreto alla realizzazione di un maggior numero di live e di spettacoli e l’apertura di nuovi bandi per produttori ed editori, festival e tour, autori e artisti».

Più nello specifico, l’erogazione a fondo perduto dovrebbe prendere in considerazione – si legge nel prosieguo del testo – «la perdita di fatturato dal 23 febbraio al 15 giugno rispetto all’anno precedente, almeno con una copertura che possa arrivare almeno fino al 30% e che possa essere erogata durante l’estate per poter fare ripartire le imprese musicali e del settore dello spettacolo dal vivo con investimenti e attività». Il rischio, infatti, «è che la metà di queste realtà che rappresentano la filiera del Made in Italy musicale e dello spettacolo italiano non riaprano già dall’autunno prossimo».

Ma quella del bonus non è l’unica proposta avanzata dagli indipendenti ed emergenti. È anche necessario, infatti, che «gli organizzatori degli eventi di musica e spettacolo dal vivo abbiano la possibilità di essere affiancati dai volontari di Protezione Civile nel compito di controllo dell’affluenza del pubblico, così da sgravarli da tale incombenza che va ad aumentare ulteriormente i già appesantiti costi d’organizzazione; così come serve che gli enti locali possano supportare le organizzazioni per quanto concerne tutte le messe a punto e a norma igienico-sanitaria e di sicurezza per l’allestimento di un evento; e si richiede anche un intervento a sostegno di tutta la filiera dei palchi musicali per festival, rassegne, club, balere e circoli che altrimenti rischiano prospettive disastrose».

Serve – altresì – «aprire immediatamente nuovi bandi per il settore delle nuove produzioni musicali e dal vivo che vedano anche un investimento nell’online, oltre a finanziare da subito tutti i progetti speciali presentati ai vari ministeri e ai vari enti territoriali e tutti i progetti presentati e accettati dai player dei diritti, facendo al contempo slittare a fine anno ogni pagamento verso lo Stato e connessi da parte di aziende nei fatti ancora ferme».

Si ritiene indispensabile anche «attivare un tavolo della musica e un tavolo dello spettacolo dal vivo unitari, paritari e plurali dove tutti possano intervenire con pari dignità sia per i provvedimenti tecnici che per la preparazione dei prossimi Stati Generali del Mibact e farli declinare entro l’estate in tutte le Regioni, che avranno attivato anche osservatori regionali che possano quantificare le effettive perdite di settore e che possano fare una fotografia della situazione del settore per quanto riguarda gli eventi, gli organizzatori ed i lavoratori dello spettacolo e integrare con altri fondi,  chiedendo alle Regioni stesse di intervenire con fondi extra a sostegno delle imprese, delle associazioni culturali, dei live, maggiori aperture sull’allestimento degli eventi».

«Ultimo, ma non ultimo – conclude la nota – un incontro urgente con la Rai per attivare una piattaforma di lavoro comune che permetta l’accesso ai tantissimi canali Rai di tutte le musiche presenti nel paese e di tutti gli altri modelli di spettacolo dal vivo oggi non presenti per permettere di fare lavorare tutta la filiera e senza costi di poter ottenere maggiori diritti per gli artisti e tutta la filiera produttiva. Tutto questo, all’interno di un quadro generale di prospettiva che deve fare approvare, partendo dalla Legge Franceschini, migliorata e attualizzata al periodo che stiamo vivendo, con i decreti attuativi coi sostegni una nuova legge sullo spettacolo dal vivo con all’interno tutte le norme sulla musica».

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