Otto mesi agli arresti domiciliari: questa la sentenza commissionata da una corte neozelandese a Phil Rudd, batterista degli AC/DC.
Accusato a novembre 2014 di minacce di omicidio e detenzione di stupefacenti, Rudd aveva in seguito messo in mostra atteggiamenti discutibili in sede di processo, per poi dichiararsi colpevole col fine probabile di ottenere uno sconto di pena. Sconto di pena che alla fine è arrivato, visto e considerato che il musicista rischiava fino a sette anni di carcere.
Il Guardian riporta che il giudice che si è occupato del caso ha obbligato Rudd a un programma di recupero contro la tossicodipendenza; il musicista verrà inoltre controllato attraverso un sistema elettronico e monitorato periodicamente a livello medico: anche solo una traccia di alcool o droghe nel sangue lo farà finire direttamente in galera.
Rudd dovrà dunque rinunciare al tour mondiale con gli AC/DC (del resto la formazione lo aveva già sostituito con Chris Slade). Agli avvocati del batterista, che avevano sottolineato il ruolo fondamentale ricoperto dal loro assistito nella line-up della band e la necessità che Rudd seguisse i compagni in Giappone per il tour, il giudice ha risposto: «i Queen hanno rimpiazzato Freddie Mercury».
