Terzo appuntamento con “aspettando i Tuxedomoon“, rubrica che intende raccogliere esperienze, riflessioni e punti di vista di artisti, musicisti, scrittori la cui vita non sarebbe la stessa senza la musica della formazione californiana. Dopo Valerio Corzani, che ci ha parlato in particolare del brano Egypt, Enrico Gabrielli che ha raccontato l’incontro e l’esperienza che lo ha legato alla band, tocca a Federico Guglielmi (giornalista).
“Sono stato folgorato dai Tuxedomoon all’epoca di Joeboy e No Tears, e quando il 9 dicembre del 1980 arrivarono a Bologna per la prima delle loro tante esibizioni italiane non mancai l’appuntamento con la Storia. Impossibile, almeno per me, non essere affascinato dalla loro capacità di cambiare pur rimanendo fedeli a una linea sempre riconoscibile, di legare assieme stili diversissimi, di realizzare brillanti contaminazioni fra la musica e altre forme espressive, di porsi come ideale terreno di incontro culturale oltre che artistico. Mi auguro che le date di aprile non costituiranno la chiusura del cerchio ma saranno “solo” l’ennesima tappa di un percorso ancora lungo e stimolante”.
