Avicii. Gli omaggi della comunità musicale, esclusa la morte sospetta

Aggiornamenti sulla morte di Avicii

Lo scorso 20 aprile, la manager Diana Baron aveva rilasciato un breve comunicato riguardo alla scomparsa di Tim Bergling, dj e producer meglio noto come Avicii. Nella nota non veniva specificato molto, soltanto che la morte era avvenuta a Muscat, nell’Oman, che era necessario rispettare la privacy della famiglia e che nessuna ulteriore notizia sarebbe stata divulgata.

Di queste ore la notizia – riportata da Billboard, che cita come fonte l’emittente pubblica svedese SVT che a sua volta l’ha ripresa dall’agenzia AFP – di due autopsie condotte sul corpo del musicista che hanno escluso ogni sospetto di omicidio. Da quanto riportano più fonti, Bergling si trovava al Muscat Hills Resort con amici mentre era in vacanza nell’Oman e aveva prolungato la vacanza proprio per godersi qualche giorno in più con il kitesurf.

Nel frattempo, in Svezia e nel mondo si sono moltiplicati omaggi ed eventi per ricordarlo. Lo scorso sabato a Stoccolma in centinaia si sono ritrovati nella piazza di Sergels Torg dando vita a un dance party spontaneo, mentre in Olanda, le campane del Duomo di Utrecht hanno intonato alcune delle sue canzoni più famose per onorarlo. Tra gli esponenti della comunità musicale internazionale a ricordarlo, troviamo l’intero comparto dei colleghi EDM e prog house, ovvero Deadmaus5, Calvin Harris, Chainsmokers e Skrillex, ma anche un’icona della disco come Nile Rodgers (suo collaboratore assieme ad Adam Lambert nel brano Lay Me Down del 2014), che nel recente documentario dedicato al producer – True Stories, da un paio di settimane disponibile anche via Netflix – aveva speso sinceri e sentiti complimenti sul suo operato sia sul lato umano che su quello artistico.

Sempre dal filmato, che ne ricostruisce minuziosamente la carriera a partire da ore di girato catturato dallo stesso Bergling e dai suoi collaboratori più stretti, provengono le deduzioni/speculazioni di questi giorni sulle possibili cause della morte. Negli ultimi anni il dj era stato più volte operato per alcune complicazioni all’apparato digerente, in particolare al pancreas (dovute in parte all’eccessivo uso di alcol), mentre nel 2016 aveva deciso di abbandonare l’attività live proprio per non doversi sottoporre ai forti stress da concerto che, negli anni, lo avevano logorato. Ancora ignote dunque le cause della morte. Senz’altro Bergling stava lavorando al suo terzo album, seguito dell’AVĪCI (01) EP dello scorso agosto e dei lavori lunghi True e Stories.

https://twitter.com/TheChainsmokers/status/987414125021196288

https://twitter.com/CalvinHarris/status/987385354175959041

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