Celebrazione Talk Talk e nuova musica da Mark Hollis

A settembre usciranno un libro e un tribute album per celebrare i 30 anni dall'uscita del primo album dei Talk Talk, The Party's Over (1982).

Il progetto si chiama Spirit of Talk Talk (questo il sito ufficiale spiritoftalktalk.com) e vedrà coinvolti artisti più o meno pop e più o meno intimisti come Alan Wilder (Recoil), White Lies, King Creosote, Jason Lytle (Grandaddy), Zero 7, Linton Kwesi Johnson, Richard Reed Parry (Arcade Fire), Joan As Police Woman, Sean Carey (Bon Iver), Lights, Goldheart Assembly, Thomas White (Electric Soft Parade), Fyfe Dangerfield (Guillemots), Thomas Feiner, The Black Ships e Turin Brakes.

A seguire, la copertina e la tracklist completa del doppio disco (fonte facebook.com/SpiritOfTalkTalk):

Track listing :

01. WEALTH – Lone Wolf
02. THE COLOUR OF SPRING – Zero 7
03. I BELIEVE IN YOU – S.Carey
04. DUM DUM GIRL – Recoil ( feat. Shara Worden )
05. LIFE'S WHAT YOU MAKE IT – Duncan Sheik
06. THE RAINBOW – Thomas Feiner, Fyfe Dangerfield, Robbie Wilson
07. AFTER THE FLOOD – Halloween, Alaska
08. IT'S GETTING LATE IN THE EVENING – Peter Broderick, Nils Frahm, Davide Rossi
09. GIVE IT UP – King Creosote
10. LIVING IN ANOTHER WORLD – Lights ( feat. Darkstars )
11. THE RAINBOW – Zelienople
12. MYRRHMAN – Joan As Police Woman
13. RUNEII – The Last Dinosaur
14. ? – Jack Northover

CD 2:

01. IT'S MY LIFE – The TenFiveSixty
02. INHERITANCE – Recoil ( feat. Linton Kwesi Johnson & Paul Marshall ) 03. ASCENSION DAY – Turin Brakes
04. TODAY – White Belt Yellow Tag
05. I DON'T BELIEVE IN YOU – Ian Curnow ( feat. Human )
06. CHAMELEON DAY – Goldheart Assembly
07. APRIL 5TH – Matthias Vogt Trio
08. NEW GRASS – Do Make Say Think
09. TOMORROW STARTED – Jason Lytle
10. GIVE IT UP – White Lies
11. TIME IT'S TIME – Lia Ices
12. THE PARTY'S OVER – The Lovetones
13. CANDY – Thomas White
14. RENÉE – The Black Ships ( feat. Amelia Tucker )
15. TAPHEAD – The Acorn
16. I BELIEVE IN YOU – Richard Reed Parry

Additional bonus tracks available to download at digital stores –

01. ASCENSION DAY – Minerva Lions
02. IT'S MY LIFE – Mike Gill ( feat. Robert Owens )
03. EDEN – Kurran & The Wolfnotes

Il libro è un volume lussuoso, nel formato e nei contenuti, e si propone come sguardo definitivo sulla band wave inglese, con una grande quantità di immagini rare o inedite (artwork scartati, foto d'archivio ecc.).

Qui sotto, la copertina (dell'edizione limitata, con un packaging ancora più raffinato e 3 stampe dell'artista James Marsh, curatore della grafica di tutto il progetto) e due esempi dell'impaginato (fonte spiritoftalktalk.com/look-inside/).

In tutto ciò, riemerge dalle brume della memoria anche quello che dei Talk Talk fu il leader e l'anima, l'elusivo Mark Hollis.

Il suo finora unico lavoro solista, omonimo, datato 1998, è un culto totale tanto per gli amanti del pop più sofisticato quanto per gente al di sopra di ogni sospetto come gli Zu, che per anni non hanno mancato di citarlo nelle interviste come simbolo della loro apertura mentale musicale. Qui su SA trovate una bellissima recensione, firmata da Stefano Solventi, di questo misterioso sibillino capolavoro, giustamente definito invisibile e paragonato a una raccolta di fragili haiku. Un disco cui solo Scaruffi, pur azzeccando la definizione "a post-rock version of Tim Buckley's folk-jazz", può appioppare un misero 6.5.

Hollis ritorna, ma il come è forse ancora più interessante del cosa, ed è quindi il caso di ripercorrere la tortuosa vicenda passo a passo, così come ce la racconta con dovizia di dettagli un lanciatissimo Pitchfork.

Boss è una neonata (ottobre 2011) serie TV USA, creata da Farhad Safinia, lo sceneggiatore di Apocalypto di Mel Gibson, prodotta dal canale Starz, e con protagonista Kelsey Grammer, noto in tutto il mondo come lo psichiatra Frasier Crane di Cheers della NBC (da noi Cin Cin) e dei suoi spin-off (Wings, Crane). Il soggetto alla base è molto interessante: Tom Kane è il sindaco di Chicago; gli viene diagnosticata una malattia neurologica degenativa (una specie di terribile combo alzheimer + parkinson), per cui lentamente si va rincoglionendo; lui non lo dice a nessuno e nessuno comunque pare accorgersene, o comunque nessuno gli dice niente, chi perché troppo indaffarato a fare lo scalatore sociale, chi perché troppo sottomesso alla figura del grande boss

La sigla della serie è Satan, Your Kingdome Must Come Down di Robert Plant, le musiche sono curate da Brian Reitzell, già batterista della punk band Redd Kross (e alla batteria anche su 10.000 Hz Legend degli Air) e collab abituale dei Coppola Jr., autore infatti – tra le tante cose – delle OST di film come Il giardino delle vergini suicide, Lost in Translation (oscar assieme a Kevin Shields dei My Bloody Valentine), Maria Antonietta, ma anche Brothers Bloom (il secondo film del regista Rian Johnson, quello del cult Brick) e della Biancaneve prodotta da Di Caprio.

La seconda stagione di Boss è cominciata il 17 agosto e a quanto pare la puntata del 21 settembre, la 206esima, vedrà la partecipazione di Hollis con uno strumentale inedito intitolato ARB Section 1, che farà da sottofondo alla scena finale e agli end credits.

L'arrivo di Hollis su Boss ha una lunga storia dietro. Anni fa, Reitzell e due altri musicisti (che poi sarebbero finiti nella band di Beck), chiesero al loro idolo Hollis di registrare un disco con loro. Hollis rifiutò, dicendo che non erano ancora passati 7 anni dal suo ultimo lavoro, il disco omonimo del '98 (uscito appunto a 7 anni dall'ultimo dei Talk Talk). Reitzell non ha però smesso di corteggiare Hollis, confortato dall'essere riuscito a tirare dentro a un proprio lavoro un altro genio elusivo come appunto Shields. Dovendo curare la OST di Peacock (2010), chiese agli amici Air e appunto a Hollis – previo scrutinio della sceneggiatura – di scrivere alcuni brani per quel film. Hollis accettò. Ma alla fine, per un qualche motivo, i contributi di entrambi vennero cestinati dalla produzione e Reitzell dovette comporre tutto da sé. ARB Section 1 è proprio un ripescaggio dalla OST perduta di Peacock, che – pare – verrà riesumata per intero, in qualche modo, all'interno di Boss.

La prima stagione della serie era tutta musicata da Reitzell; la seconda prevede invece molti contributi esterni. Oltre a Hollis infatti sono stati coinvolti altri artisti di prestigio: Air (ovviamente), Daniel Lopatin (Oneohtrix Point Never), Tim Rutili (Red Red Meat, Califone) e Jim James (My Morning Jacket).

Vedremo come sarà questo già famigerato e mitologizzato strumentale. In ogni caso, speriamo sul serio che queste Hollis-Peacok lost sessions riaffiorino in qualche modo, da qualche parte. Prima o poi…

Tracklist