Come era prevedibile, dato il polverone alzato dalle dichiarazioni rilasciate al convegno Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti organizzato ieri al Senato da Vittorio Sgarbi, Andrea Bocelli ha corretto il tiro e replicato alle polemiche.
Dopo affermazioni a dir poco controverse come «l’essersi sentito umiliato in seguito alle restrizioni imposte dal lockdown», l’aver disobbedito volontariamente ai regolamenti imposti dalla quarantena e detto di «non conoscere nessuno finito in terapia intensiva», specificando «nessuno», definendo altresì la pandemia tra virgolette (“la cosiddetta pandemia”) e mettendo in dubbio che le «cose stessero così come venivano raccontate», il tenore, ospite alla Milanesiana assieme al filosofo francese Bernard-Henri Lévy, ha smorzato i toni ammettendo di esser stato «un po’ frainteso», leggiamo su TgCom25 e ilPost.
«La paura è la sola cosa di cui aver paura», dice pacatamente ora, aggiungendo che «gli pare “strano” essere stato definito “un negazionista”». Lo scorso aprile Bocelli si è esibito in solitaria per la giornata di Pasqua al Duomo di Milano, battendo ogni record di YouTube. A maggio risalgono le sue affermazioni riguardo alla positività al COVID-19 (contratto a marzo) – già superata al momento dell’esecuzione – e della donazione del proprio plasma a favore della ricerca.