Coronavirus, Franceschini: “Cinema e teatri sono luoghi sicuri, l’Italia riapra per prima”

Il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini ha aggiornato sull'attuale stato della cultura in Italia.

Nel corso di un’intervista concessa al Corriere, il ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini ha aggiornato sull’attuale andamento dei musei dopo la riapertura concessa in zona gialla e ha accennato alla possibilità di riapertura prima del previsto per cinema e teatri, considerati «luoghi sicuri» dal ministro.

Le riaperture sono state graduali perché ciascun museo ha diverse caratteristiche per assicurare la necessaria sicurezza: distanziamento, contingentamento dei numeri, mascherine, igienizzazione degli ambienti, accessi diversificati. Si è scelto di non aprire nel weekend, tema che dovremo affrontare: nei fine settimana ci potrebbero essere problemi di affollamento, come si è visto ai Musei Vaticani. Stiamo ragionando perché progressivamente, nelle condizioni di massima sicurezza, si vada alla riapertura di tutti i luoghi della cultura.

Per quanto riguarda l’attuale situazione di difficoltà di cinema e teatri:

La chiusura di teatri, cinema e sale da musica è stato un dolore, ma inevitabile. Abbiamo cercato di accompagnare con misure straordinarie, attraversando questo deserto, i tanti mondi legati al cinema, al teatro, alla musica sostenendo imprese e lavoratori. Una realtà che non ha mai conosciuto ammortizzatori sociali ha avuto la cassa integrazione per i dipendenti e sostegni per i tanti lavoratori precari o intermittenti. Un lungo elenco di interventi che non bastano, lo so perfettamente: li sto riproponendo in modo consistente per il nuovo decreto Ristori. Finché non lavorano, occorre sostenere gli operatori del settore al di là del tipo di contratto che avevano. Ma ora bisogna ragionare della riapertura.

Quindi, proprio a proposito della possibilità di riaprire:

Non voglio coprirmi dietro la scelta di altri Paesi, anzi. Però, ad oggi, teatri e cinema sono chiusi in Francia, Germania, Regno Unito, Belgio, Portogallo. Ma siccome l’Italia è l’Italia vorrei che fossimo i primi a riaprire. L’operazione va fatta non con i proclami né con gli annunci ma per passi possibili. È una assoluta priorità. Ma in questi mesi abbiamo capito che i luoghi più pericolosi sono quelli dove ti togli la mascherina: ristoranti, bar, case private. Nei teatri e nei cinema, già nella riapertura estiva, c’erano misure di sicurezza molto rigide che si sono rivelate efficienti: mascherina, distanziamento, igienizzazione delle mani, sanificazione dei locali.

Per l’intervista completa, vi rimandiamo alle pagine del Corriere. Attualmente, per decreto, cinema e teatri rimarranno chiusi almeno fino al prossimo 5 marzo.

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