David Pajo parla apertamente di depressione e suicidio in una lunga intervista

David Pajo parla estensivamente del suo tentativo di suicido e del graduale recupero delle ultime settimane. «Depressione e suicidio non dovrebbero rappresentare dei taboo per la società» è il suo messaggio di prevenzione.

In un’intervista concessa a The Thin Air intitolata “The Road To Recovery”, David Pajo racconta del tentativo di togliersi la vita e del processo di guarigione intrapreso a partire dal ricovero in ospedale lo scorso febbraio condividendo anche alcune riflessioni a proposito dei taboo sociali riguardo a depressione e suicidio.

«Ricordo [il giorno in cui ho cercato di uccidermi] perfettamente e lo rivivo spesso nella mia mente, lo faccio per non dimenticare», afferma il chitarrista degli Slint. «Quando sono arrivato in ospedale un’infermiera mi ha chiesto se avevo qualcosa da dire. Ho risposto che avrei voluto morire. “Sono contenta che non sia successo” mi fa. Mi sono messo a piangere sommessamente. Nessuno mi aveva mai detto una cosa del genere».

Sulla scelta di pubblicare la nota di suicidio tramite il blog e di non utilizzare un numero verde dedicato (da un anno peraltro registrato nella sua agenda telefonica), il chitarrista ammette che «il blog serviva per raccontare alla gente una versione personale dei fatti» e non era inteso come strumento per attirare l’attenzione su di sé («Non era previsto che sopravvivessi a quel testo»).

La parte più importante dell’intervista riguarda dunque l’analisi di quanto è accaduto, la lezione che ha tratto dall’esperienza e i consigli che darebbe alle persone che stanno convivendo con depressione e tendenze suicide. «La gente dovrebbe essere consapevole di quelli che chiamo ‘pericolosi pensieri non veritieri su se stessi’», rimarca deciso il musicista, «bisognerebbe essere in grado di fermarli prima che si propaghino come cellule cancerogene… tutte quelle razionalizzazioni altamente seduttive che ti inducono a pensare che l’unica strada percorribile è solo a senso unico, che non c’è alcuna via d’uscita, dovrebbero essere dei campanelli d’allarme per chiunque ne abbia esperienza».

D’altro canto, la forza che ha tratto dal sostegno della gente è stata fondamentale per il suo recupero. «Tutto il supporto e l’amore che mi ha dato la gente è stato rigenerante. Ho ricevuto centinaia di mail e messaggi da amici e sconosciuti a partire dalla pubblicazione della nota e tuttora ricevo messaggi da persone che condividono con me le loro storie di vita. Sto cercando di fare del mio meglio per rispondere ad ognuno di loro».

Pajo, in ultima analisi, afferma che «depressione e suicidio non dovrebbero rappresentare dei taboo», i media dovrebbero parlarne maggiormente e così la gente comune. «Esistono molti stereotipi e poca empatia nei confronti di chi versa in gravi condizioni di abbandono e mancanza di speranze, e di come sono arrivati a sentirsi in questo modo».

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