Demi Lovato è stata ricoverata d’urgenza in una clinica sulle colline di Hollywood, Los Angeles, ieri 24 luglio, per una sospetta overdose da sostanze stupefacenti. A dare la notizia, i giornalisti d’assalto di TMZ (che sospettavano una overdose da eroina) e la rivista People (che ha smentito tali voci). Durante la notte, via Variety, sono arrivate le prime dichiarazioni ufficiali di un portavoce della cantante e attrice («Demi è sveglia e, con la famiglia, vuole ringraziare tutti per l’amore, le preghiere e il supporto») che ha specificato che alcune delle informazioni trapelate non sono state riportate nel modo corretto, senza tuttavia dire quali. La cosa più importante ora «è la salute e la ripresa della cantante».
Classe 1992, attrice dall’età di sette anni (Barney & Friends) e nota soprattutto per la sua interpretazione nel film Camp Rock della Disney che l’ha di fatto lanciata, popstar planetaria dal 2013 all’altezza dell’album Demi, la Lovato ha sbancato le classifiche internazionali con singoli come Heart attack e Let it go. Del mese scorso Sober, brano incentrato proprio sui trascorsi con alcol e cocaina. La popstar era riuscita a disintossicarsi già nel 2013, ma per via del testo di quella canzone («I’m so sorry, I’m not sober anymore») le speculazioni circa una sua ricaduta si erano moltiplicate tra i fan, così come i paragoni tra quel brano e il classico di Amy Winehouse, Rehab. Dello scorso anno il documentario Simply Complicated in cui aveva confessato che durante il periodo trascorso in clinica non aveva smesso del tutto con la cocaina («Non ero pronta per tornare sobria»).