E’ morto circa all’una e trenta nel pomeriggio di ieri – sabato 26 aprile 2014 – il pioniere della footwork, Dj Rashad, vero nome Rashad Harden. Il producer trentacinquenne è stato trovato senza vita da un amico in un quartire ad ovest di Chicago. La polizia della città ha successivamente giustificato il decesso per un sospetto – ancora da confermare – di overdose.
La notizia è stata diffusa inizialmente, via Twitter, da Dj Godfather che aveva in programma, a Detroit, un dj set questa sera assieme all’amico fraterno di lui Dj Spinn.
Nelle ore seguenti, nel corso della notte, altri amici di Rashad hanno tristemente confermato la notizia postando tweet di cordoglio: Dj Cush, la cui label, Lit City Trax, aveva pubblicato Teklife Volume 1 nel 2012, e Chance The Rapper per il quale il producer aveva aperto i concerti lo scorso anno.
Secondo Rolling Stone america, un comunicato ufficiale verrà rilasciato dall’etichetta Hyperdub di Kode9 domani, lunedì 28 aprile 2014. Nel frattempo, è stato pubblicato su Facebook (pagina ufficiale della label), il primo annuncio.
L’annuncio della morte di Dj Rashad ci ha lasciati altrettanto sconvolti. Seguivamo il dj dal 2012 e avevamo recensito molto positivamente il suo ultimo album, Double Cup. Avevamo inoltre chiesto un’intervista attraverso la promozione italiana proprio in occasione del suo arrivo in Italia, nelle date previste per il prossimo maggio dell’Hyperdub tour, a Milano e Roma, in occasione del decimo anno di attività dell’etichetta.
UPDATE: come annunciato dai rappresentanti Hyperdub, il comunicato ufficiale è stato puntualmente pubblicato oggi, lunedì 28 aprile. Non sono ancora note le cause del decesso ma l’articolo specifica che DJ Rashad, ovvero, Rashad Hanif Harden, nato il 9 ottobre del 1979 a Hammond (IN), e poi residente a Calumet City (IL), è scomparso all’una e trenta del pomeriggio di sabato 26 aprile nel Lower West Side di Chicago. Il producer lascia il figlio di nove anni, Chad, la madre Gloria Harden e il padre Anthony Harden. Nel comunicato completo sono presenti le dichiarazioni del padre (“Fin da quando era un ragazzo ha fatto questo. Sapeva cosa voleva fare quando molti di noi non riescono a realizzare i propri sogni”), del manager Wes Harden (“Rashad era un’anima gentile e ha lasciato un segno indelebile nel mondo della musica come faro di Footwork e Juke”), e del label manager Kode9 (“è stato un onore averlo su Hyperdub. Lo conoscevo soltanto da 3 anni ma era diventato un buon amico e una delle mie più grandi influenze musicali. Era una delle persone più positive e divertenti che abbia mai conosciuto e un vero innovatore… …non dimenticherò mai quel duetto con lui a un karaoke di Tokyo”) oltre al riassunto della vita artistica del producer e l’annuncio di una nuova pubblicazione la cui uscita era prevista per oggi su una label di Houston, Southern Belle. Si tratta di We On 1.
UPDATE: come riportato dal Guardian, la morte del producer è stata causata da una coagulazione del sangue partita dalla gamba, non da overdose come ipotizzato inizialmente: nell’organismo sono state trovate tracce di marijuana ma non droghe pesanti. La notizia è stata data dal cugino di Rashad che ha successivamente informato i rappresentanti di Hyperdub.
UPDATE: NBC Chicago, in un articolo del 6 agosto, rivela i risultati di una seconda – e definitiva – autopsia, dopo che la prima aveva prodotto dati inconcludenti, e la versione dei fatti data dal cugino del producer (morte per coagulo di sangue) era stata contraddetta dalla madre. Le nuove analisi confermano che la causa della morte di Rashad è da imputare a un’overdose causata da eroina, cocaina e alprazolam (o Xanax).

