Chiara Ferragni e Fedez

Fedez per i lavoratori dello spettacolo e contro le agenzie di booking: “I soldi ce li hanno, in cassa”

L'idea di base sarebbe l'istituzione di un "fondo cassa" per andare in contro a quei lavoratori dello spettacolo più in difficoltà. 

Dopo la grande manifestazione che ha visto i lavoratori dello spettacolo “occupare” Piazza Duomo a Milano contro le misure del Governo adottate finora (o meglio, non adottate per nulla), Fedez è tornato sulla questione ricondividendo una sua vecchia proposta per cercare di tamponare un po’ in questa delicata situazione che rischia di far collassare un intero settore. Il rapper e produttore discografico ha proposto di mettere sul piatto gli anticipi che le società di booking forniscono agli artisti prima delle loro tournée, scagliandosi in maniera più o meno diretta proprio contro queste ultime.

Io non sono per gli appelli politici, ho una visione totalmente disincantata del mondo e credo che non servano a un cazzo, fondamentalmente. Quindi io metto sul tavolo una soluzione che avevo già proposto negli scorsi mesi, ma probabilmente non è stata vista. Utilizzo i miei spazi social per proporre una soluzione pragmatica che noi artisti possiamo adottare e che le stesse agenzie di booking possono mettere in atto.

L’idea di base sarebbe l’istituzione di un “fondo cassa” per andare in contro a quei lavoratori dello spettacolo più in difficoltà.

Gli artisti di un certo calibro che fanno i palazzetti hanno nei loro contratti una cosa chiamata anticipo minimo garantito. E tutti gli artisti che hanno rimandato le rispettive tournée in qualche modo hanno percepito una somma di denaro importante. Io stesso, che devo discutere il mio contratto di booking, metto a disposizione il 100% del mio anticipo. Se tutti gli artisti mettessero a disposizione una parte del loro anticipo per istituire un fondo porteremo avanti un po’ meno parole e un po’ più di concretezza.

Fedez, quindi, si è scagliato contro le agenzie di booking, accusate di non prendere posizione né di fare nulla per sopperire alla mancanza d’azione del Governo; infine, si è espresso sull’iniziativa organizzata all’Arena di Verona che purtroppo non ha dato i risultati sperati: 30mila i biglietti virtuali staccati, secondo gli organizzatori, con un incasso di circa 297mila euro.

Io sono qui a disposizione e mi sento di dire alle stesse agenzie di booking che non hanno rimborsato i biglietti dei tour che sono stati rimandati che i soldini ce li hanno, in cassa… Sarebbe bello che partecipassero anche loro, perché mi sto un po’ mordendo la lingua.

L’evento che è stato fatto all’Arena di Verona purtroppo non ha portato i risultati che ci si aspettava, quindi potremmo unire le forze tutti insieme, secondo me è una bella cosa. A me non me ne frega una beata minchia di mettere il cappello su questa cosa. Ci sono grandi artisti italiani che hanno portato avanti questa causa e ne hanno lungamente dibattuto in tv. Se questi artisti vogliono prendere in mano le redini di questa cosa, a me non interessa prendermi i meriti di nulla. Questa cosa assume un senso solo se siamo un po’ di artisti e si raccolgono milioni di euro.

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