Dopo lo scoppio della polemica tra Fedez e il Codacons relativa alla raccolta fondi per gli ospedali in lotta contro il Coronavirus, il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi, dopo l’esposto all’Antitrust, ha deciso di procedere per vie legali e querelare il rapper per «diffamazione, calunnia, associazione a delinquere, violenza, minacce plurime e induzione a commettere reati». La denuncia è stata quindi depositata alla Procura della Repubblica di Roma.
Fedez, secondo quanto dichiarato dall’accusatore ad Adnkronos, avrebbe «scatenato i suoi follower contro il Codacons garantendo loro la totale immunità, affermando testualmente che internet “non è un mezzo diffamatorio” e che, pertanto, “si può dire il cazzo che si vuole”, tesi del tutto smentita dalle sentenze della Cassazione». Oltre a Fedez, sono stati denunciati anche numerosi follower cui si fa riferimento, i quali «aizzati dal rapper, hanno pubblicato sul web minacce di morte e post violentissimi contro il Codacons e che ora dovranno essere individuati dalla Polizia Postale».
Omicidio no? https://t.co/65UdpPlOL8
— Fedez (@Fedez) May 10, 2020
Fedez ha prima commentato in una battuta la notizia su Twitter («Omicidio no?») e dopo attraverso alcune storie su Instagram: «Viviamo in un paese fantastico, dove Irene Pivetti con una Onlus fantasma riesce magicamente a farsi dare dallo Stato 15 milioni di euro in anticipo per produrre mascherine che parrebbero farlocche, e chi costruisce una terapia intensiva da zero per dare una mano si becca 100 querele in un giorno. È fantastico, un paese in cui tutto è possibile. Il fottutissimo sogno italiano. Non ci ho capito proprio un cazzo. Perché per cercare di dare una mano senza pretendere nulla, neanche una pacca sulla spalla, ci ho guadagnato cinque anni che perderò in tribunale ad intasare i pubblici uffici, perché un’associazione che faceva una raccolta fondi spacciata per aiuto al Coronavirus ha deciso che non sono al livello della loro moralità. Mi viene da ridere».