È una delle cose più antipatiche quando si sta ai concerti, lo spettatore davanti a noi che passa gran parte del tempo con lo smartphone in mano a fare foto o girare video di quanto avviene sul palco. E anche dalla prospettiva degli artisti che su quel palco si esibiscono, non dev’essere un bello spettacolo trovarsi di fronte un tappeto di gente che invece di godersi lo show e viversi l’emozione senza filtri preferisce trafficare con i propri marchingegni elettronici tascabili. Da adesso, però, la vita per i “malati” di telefono ai concerti potrebbe farsi più dura, specie se altri organizzatori di esibizioni dal vivo decidessero di riproporre quanto successo al FLY Open Air Festival di Edimburgo gli scorsi 18 e 19 maggio. I responsabili della kermesse tenutasi in Scozia – spiega il Times – hanno infatti vietato al pubblico di usare i telefonini nel parterre. All’entrata della venue, i device venivano sigillati all’interno di un astuccio che poteva essere sbloccato solo una volta varcata la soglia d’uscita.
La misura restrittiva, in verità, ha riguardato solo uno dei palchi della rassegna, il Boiler Room Stage, ma potrebbe rappresentare un’interessante sperimentazione in vista di futuri eventi. Il direttore del festival, Tom Ketley, ha motivato la decisione con il fatto che è l’unica via per «godere davvero della musica». «Non andresti al cinema a vedere un film – ha aggiunto Ketley – attraverso il telefono quindi non vedo come possa essere diverso. La musica dance sta diventando più popolare tra i giovani e sempre più giovani stanno diventando dipendenti dai loro telefoni. Quando sei là fuori a ballare l’ultima cosa che vuoi è un flash che ti brilli in faccia».
Vale per la dance ma potrebbe valere anche per il rock. Chissà, magari in un futuro non troppo lontano torneremo a cogliere quei momenti unici di un concerto che restano scolpiti nella mente più di quanto un’immagine su uno schermo potrà mai raccontare.