Questa notte è stato condiviso per l’ascolto in streaming L’abisso, secondo estratto dall’esordio solista di Francesco Bianconi, Forever, posticipato in autunno a causa dell’attuale pandemia di coronavirus. Il brano segue la pubblicazione del precedente Il bene ed è descritto dallo stesso autore come «confessione assai privata, in Schumanniano andazzo». La sua struttura può ricordare un certo Fabrizio De André, ma questa è un’influenza che il leader dei Baustelle ha sempre confessato. L’abisso, semmai, chiarisce una volta per tutte che quello che andremo ad ascoltare il prossimo autunno sarà sì un album dotato del suo indistinguibile stile ma altresì spogliato di tutti quegli orpelli estetici e sonori che hanno fatto la fortuna della band di Montepulciano, per ribadire appunto il bisogno di tornare a una semplicità più minimalista possibile. Senza troppi esibizionismi, appunto.
Nell’annunciare l’uscita de L’abisso, Bianconi ha scritto: «Facevo tempo fa un sogno in cui uscivo la sera per andare con gli amici a cena o a bere e mi rendevo conto di essere nudo. Completamente nudo. Nel sogno all’inizio ero a mio agio, così a mio agio che nessuno sembrava far caso al mio outfit adamitico.Poi, pian piano, cominciavo a sentir crescere l’imbarazzo, sempre di più, fino al momento in cui arrivava, inevitabile, ahimè, un senso di tremenda vergogna; e allora mi svegliavo. Credo che “L’abisso” sia la canzone scritta dal me della prima parte del sogno. A risentirla mi sembra la voce di uno senza vestiti, o meglio di uno che aveva molta voglia di toglierseli. Senza troppi esibizionismi e invasamenti».
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