Gigi Proietti. L’attore romano è morto nel giorno del suo ottantesimo compleanno

L'attore comico, cantante e cabarettista era noto per le sue doti di affabulatore, monologhista e trasformista

È morto per un attacco cardiaco nel giorno del suo ottantesimo compleanno Gigi Proietti. Il mattatore del teatro italiano era ricoverato da due settimane nella clinica romana Villa Margherita per seri problemi cardiaci. Le sue condizioni si erano aggravate ieri sera, comunicano Sagitta, Susanna e Carlotta, rispettivamente moglie e figlie dell’attore e «nelle prime ore del mattino è venuto a mancare all’affetto della sua famiglia».

Attore comico, cantante e cabarettista, conduttore televisivo, regista e insegnante, Gigi Proietti, nato a Roma il 2 novembre 1940, era noto per le sue doti di affabulatore, monologhista e trasformista e per queste considerato uno dei massimi esponenti della storia del teatro italiano. Nel ’63 debutta a teatro grazie a Giancarlo Cobelli nel Can Can degli italiani, tre anni più tardi sul grande e sul piccolo schermo nel ruolo di un maresciallo dei carabinieri che, per ironia della sorte, tornerà ad interpretare trent’anni dopo nella fortunata serie tv RAI Il maresciallo Rocca.

Il primo ruolo da protagonista al cinema arriva con L’urlo di Tinto Brass (1968) ma il successo lo bacia un paio d’anni più tardi quando interpreta la parte di Ademar al posto di Domenico Modugno (fuorigioco per un incidente) nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluja brava gente. Poco prima aveva sposato un’ex guida turistica svedese, Sagitta Alter dalla quale ha avuto le sopracitate figlie, Susanna e Carlotta, anche loro attrici.

In circa 50 anni di attività, Proietti ha lavorato a 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. Tra i suoi album Alleluja brava gente (RCA, 1971) e – Nun je da’ retta Roma (1975), mentre tra le sue interpretazioni e opere da ricordare, inoltre, Il Circolo Pickwick (1967) sceneggiato in sei puntate per la regia di Ugo Gregoretti, trasposizione dell’omonimo romanzo di Charles Dickens in cui interpreta il ruolo del truffatore Alfred Jingle e compone e canta la sigla finale, La ballata di Pickwick. Il ruolo di doppiatore di, tra gli altri, Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman (oltre che del primo film della saga Rocky). Le parti più sperimentali con il Gruppo Sperimentale di Calenda come Il dio Kurt del 1969. La cena delle beffe di Sem Benelli accanto a Carmelo Bene e, sempre al cinema, Casotto assieme a Ugo Tognazzi e una giovane Jodie Foster, oltre ai ruoli da protagonista in Gli ordini sono ordini (1970), Meo Patacca (1972), Conviene far bene l’amore (1975), Languidi baci, perfide carezze (1976).

Come conduttore televisivo ricordiamo infine Io a modo mio (1986) e Di che vizio sei? (1988) per la regia di Adolfo Lippi, entrambi sulla RAI e nel ruolo di insegnante la direzione del Brancaccio insieme a Sandro Merli, con il quale ha dato vita ad una fucina di talenti tra cui Chiara Noschese, Flavio Insinna, Enrico Brignano, Giorgio Tirabassi, Massimo Wertmuller, Paola Tiziana Cruciani, Rodolfo Laganà, Sveva Altieri, Francesca Reggiani, Gabriele Cirilli.

 

 

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