Lollapalooza. I punti di vista di Perry Farrell e Marc Geiger su EDM e offerta mainstream

Lollapalooza. Perry Farrell e Marc Geiger raccontano al Chicago Tribune la storia che li lega al festival, dell'EDM e di una line up «mainstream».

La nuova edizione dello storico festival statunitense Lollapalooza si svolgerà quest’anno a Chicago dal 28 al 31 luglio 2016. A pochi giorni dall’inizio della manifestazione, il frontman dei Jane’s Addiction nonché co-fondatore dell’evento Perry Farrell ha rilasciato un’esaustiva intervista al giornalista Greg Kot del Chicago Tribune raccontando degli anni cruciali di un festival che ha rappresentato un fondamentale elemento catalizzatore per l’alternative rock degli anni Novanta.

La chiacchierata con Farrell si è rivelata particolarmente sincera, dato che il musicista non ha nascosto la sua disapprovazione riguardo alla selezione musicale a base di EDM nello stage che porta il suo nome («I Hate EDM, I want to vomit it out of my nostrils»), auspicando di poter organizzare nell’immediato futuro un altro evento che preveda anche «dell’ottima House Music». «Non proprio un Lollapalooza II», spiega al giornalista, ma un evento differente che «trasferisca l’esperienza accumulata negli anni con il festival a qualcosa che non è stato ancora fatto». «Sarà musica-centrico», conclude entusiasta («creerò una nuova scena, un nuovo posto, conferendogli vibrazioni differenti»), specificando anche entro «18 mesi da ora» avremo delle novità concrete a riguardo.

Farrell non è stato l’unico organizzatore del festival interpellato dal Chicago Tribune. Marc Geiger (anche CEO di William Morris), interrogato sempre a proposito della selezione musicale, ha ammesso che, rispetto ai 90s, la line up del Lollapalooza di oggi è piuttosto «mainstream», anche perché «non riflette più una sottocultura di ragazzi che non volevano ascoltare la musica che i mass media dicevano loro di ascoltare». Il festival, secondo la sua opinione, propone oggi «un buffet musicale» per una generazione che non è più definita dalla radio o da MTV, bensì da una una enorme piattaforma digitale – Spotify, Soundcloud, Beats, YouTube – che mette tutto sullo stesso piano.

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