Nella controversia che vede Brian Warner in arte Marilyn Manson al centro di pesanti accuse di molestia lanciate prima dall’ex fidanzata Evan Rachel Wood e poi da altre donne s’inserisce ora Rose McGowan, attrice, cantante e attivista.
Suo il libro autobiografico edito da Harper Collins nel 2018 Brave – Il coraggio di parlare che ne ripercorre l’infanzia nelle campagne toscane in una setta religiosa – I Bambini di Dio – fino ad arrivare alle molestie subite da Harvey Weinstein. E sua è la partecipazione a Citizen Rose, docu-serie in quattro parti mandata in onda nello stesso periodo su E! Network e incentrata proprio sul fenomeno delle aggressioni sessuali nell’industria cinematografica statunitense e dello stesso ruolo dell’attrice nel movimento #MeToo.
I stand with Evan Rachel Wood and other brave women who have come forward. It takes years to recover from abuse and I send them strength on their journey to recovery. Let the truth be revealed. Let the healing begin.
— Rose McGowan (@rosemcgowan) February 1, 2021
«Sto con Evan Rachel Wood e con le donne coraggiose che hanno deciso di venire allo scoperto – scrive in un tweet – Ci vogliono anni per rimarginare le ferite di una molestia, mando loro la forza necessaria per il processo di guarigione. Lasciate che la verità venga a galla». E ancora: «La setta di Hollywood e la macchina della fama e dell’industria musicale devono smetterla di proteggere i predatori sessuali dal trasmettere la loro malattia al mondo. Questa è una malattia che ha una gittata superiore a una bomba nucleare. Quando chi sta al vertice di queste organizzazioni aiuta questi mostri per profitto, a venir ferite siamo tutte noi».
The Cult of Hollywood, fame & the music industry must be stopped from protecting predators and selling their sickness to the world. Their sickness has a farther reach than a nuclear bomb. When those at the top help monsters for profit they hurt us all. pic.twitter.com/udhxygWhSy
— Rose McGowan (@rosemcgowan) February 1, 2021
La McGowan e Manson, rispettivamente 26 e 30 anni all’epoca dei fatti, sono stati fidanzati per un paio d’anni, circa dal 1999 al 2001, e tra loro niente di ciò che è emerso nell’attuale scandalo è successo; ciononostante, afferma l’attrice, questo non significa che le accuse a suo carico non siano vere o che il cantante non si sia comportato in questo modo prima o dopo di lei. «Venire allo scoperto richiede tempo – dice – E sono davvero orgogliosa di queste donne». Infine attacca l’industria e le major discografiche: «Interscope e Sony sono state dalla parte di Manson durante il periodo in cui stava con Evan. Siete complici e lo sapete. Tutti i PR, gli agenti, gli avvocati …la setta di Hollywood deve essere fermata».
Manson si è, nel frattempo, difeso dalle molteplici accuse in un messaggio condiviso via Instagram. Parla di relazioni sempre consensuali con tutte le sue partner, e questo nonostante ciò che oggi si dica sul suo conto. Contemporaneamente AMC e Starz hanno comunicato che la rockstar non farà più parte delle serie tv American Gods e Creepshow.
Non ultimo, un portavoce della senatrice Susan Rubio – leggiamo su Vanity Fair – fa sapere che lo scorso 21 gennaio quest’ultima ha contattato il procuratore generale Monty Wilkinson e il direttore dell’FBI Christopher Wray per sollecitare un’indagine sulle accuse mosse contro il cantante.
Di seguito un’intervista del 2019 in cui l’attivista parla del suo impegno per i diritti delle donne e del suo coinvolgimento nel movimento #metoo.