Il leggendario cantautore e chitarrista Chuck Berry è morto all’età di 90 anni questa sera nella sua Saint Louis. A confermarlo è stato il Dipartimento di Polizia di St. Charles County, che per primo ha risposto alla chiamata d’emergenza da parte dei famigliari. Con Berry se ne va l’essenza stessa di quel Rock ‘n’ Roll che il musicista aveva contribuito a fondare nei primi anni Cinquanta fissandone i canoni con hit intramontabili come Maybellene, Roll Over Beethoven e Johnny B. Goode.
Al pari dei suoi contemporanei, come Elvis Presley, Little Richard e Jerry Lee Lewis, ha sempre messo in evidenza, oltre al suo stile compositivo, un irrefrenabile verve nelle esibizioni dal vivo. Dai primi anni Cinquanta, il suo stile subì l’influenza dei grandi dell’R&B del decennio precedente come Carl Hogan, Charlie Christian e T-Bone Walker. Rigettato dalla Vee Jay, offrì i suoi lavori alla Chess con il sostegno di Muddy Waters, una delle star di punta dell’etichetta. Fu l’inizio di una lunga e proficua carriera, non esente da difficoltà e scandali vari, tra cui l’arresto nel 1961 per aver trasportato un minore al di là del confine per “fini immorali”. Fu costretto a tre anni di carcere per aver assunto come prostituta una minorenne texana nel suo club di St. Louis.
Una volta scarcerato, compose altre hit di successo, tra le quali ricordiamo Nadine, No Particular Place To Go, You Never Can Tell e Promised Land. Nel 1986 viene inserito nella Rock and Roll Hall of Fame e l’anno successivo pubblicò la sua The Autobiography. Per i suoi 90 anni, aveva annunciato la pubblicazione del suo ultimo album, intitolato semplicemente Chuck.
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