Polemica Nicki Minaj vs Anti-Defamation League per “Only”

Polemica Nicki Minaj vs Anti-Defamation League riguardo alla strumentalizzazione dell'immaginario nazista. Le risposte della rapper e del regista

Non si placa il polverone sollevato dal nuovo clip di Nicki Minaj, quest’ultima accusata – assieme al regista Jeffrey Osborne – dalla Anti-Deflamation League, il 10 novembre scorso, di aver utilizzato immaginario e iconografia (para)nazista nel suo ultimo video Only. Di sicuro, l’animazione tratta dal brano – che presenta un cast di featurer di lusso come Drake, Lil Wayne e Chris Brown – ha chiari riferimenti all’estetica del regime hitleriano e averla pubblicata in streaming su YouTube il giorno del 76° anniversario della Notte dei cristalli, il pogrom che ha di fatto siglato simbolicamente l’inizio dell’Olocausto, non è stata la più elegante delle operazioni di marketing.

Le accuse della lega americana, pronunciate dal portavoce Abraham H. Foxman, sono chiare: le immagini del clip “evocano chiaramente la propaganda del Terzo Reich” e strumentalizzano la simbologia nazista. Inoltre, l’aver “pubblicato il videoclip nel giorno dell’anniversario della Kristallnacht [è un atto non rispettoso e offensivo] nei confronti dei sopravvissuti dell’Olocausto, degli ebrei tutti, oltre che una banalizzazione della storia di quel periodo“.

La risposta della rapper è arrivata attraverso una serie di tweet dove sostanzialmente il tiro è stato calibrato “in corsa”. Il primo fa riferimento al fatto che l’artista che lo ha disegnato “è stato influenzato dal film Sin City, e dal cartone animato Metalocalypse“. Un secondo rimarca che “producer e persone incaricate di supervisionare il video (compreso uno dei migliori amici della Minaj, A. Loucas) sono ebrei“. Il terzo spiega che la rapper “non ha a che fare con il concept“, “[è] molto dispiaciuta” e si prende “piena responsabilità per l’accaduto” oltre a un lapidario “I’d never condone Nazism in my art“.

Più specifico e argomentato il pensiero di Osborne, regista del videoclip, che parla unicamente a titolo personale e non si scusa. “Non mi scuso per il mio lavoro” afferma sicuro, confermando che “le bandiere, i bracciali… …sono tutti [simboli] rappresentativi del nazismo“, ma che la maggior parte dei modelli e delle icone utilizzate nel clip sono americani (ed elenca: Reaper Drone, F22 Raptor, missili Sidewinder, camere a circuito chiuso, M60, uniformi SWAT ecc.). Secondo lui, le critiche che gli sono state mosse hanno sorvolato sui temi religiosi ed economici trattati e sono stati, inoltre, utilizzati altri simboli sparsi come “carrarmati T-90 russi, FN FAL belgi, mp5 tedeschi (in commercio dal 1966), una Ferrari e il Papa“.

E’ importante ricordare alle generazioni più giovani le atrocità del passato per prevenirne di nuove in futuro“, dichiara Osborne “il migliore e più efficace sistema per arrivare alle persone, è attraverso i social media e la pop colture. Se il mio pensiero è stato male interpretato perché non sono un melenso strappalacrime, non mi scuso di certo“.

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