Nel 2014 sono stati venduti quasi 8 milioni di dischi in vinile negli USA (un milione di copie in Inghilterra), con una crescita del 49% rispetto all’anno precedente. Eppure le macchine che li producono, come sottolinea il Wall Street Journal, non vengono più costruite su larga scala da decenni, tanto che pare che una sola compagnia sopperisca al 90% del fabbisogno di vinile di tutti gli Stati Uniti. Ovvio come questa situazione porti a conseguenze negative sulla disponibilità del formato sul mercato e, probabilmente, anche sui prezzi, una situazione che nasce dal fatto che le grosse compagnie non credono ancora che la vendita di vinile (per quanto buona, rimane comunque una nicchia) giustifichi un investimento per produrre nuovi macchinari per la stampa dei dischi.
Nel frattempo, sembra aperta la caccia agli impianti di produzione. The Vinyl Factory riporta che RIP-V, una struttura di Montreal per la stampa dei dischi, è stata acquisita da un gruppo di “veterani dell’industria musicale” americani, dopo che i proprietari si sono resi conto di non poter fisicamente soddisfare tutte le richieste che arrivavano loro. Lo stesso The Vinyl Factory ha diffuso una mappa dei principali impianti di produzione di album in vinile a livello mondiale. Sarebbero in tutto 40.
In uno scenario del genere, non stupisce più di tanto la notizia (via The Independent) di una piccola etichetta inglese (la Electric Recording Company) che vende dischi in vinile di altissima qualità e fatti artigianalmente a prezzi che arrivano fino alle 2.500 sterline per copia. Il tutto andrebbe ricondotto ai vecchissimi macchinari utilizzati per la produzione – tra cui un BTR-2 reel-to-reel proveniente dagli Abbey Road Studios di Londra – ma anche all’esigenza di ristampare direttamente dai master originali e al fatto di voler replicare persino le confezioni degli album, con tecniche tipografiche e materiali utilizzati 30, 40 o 50 anni fa. L’etichetta discografica ha già pubblicato più di 80 dischi di classica, registrati in origine tra il 1950 e il 1970, e da gennaio comincerà a stampare anche vecchi dischi di jazz; fino ad ora, la compagnia ha venduto vinili per 400.000 sterline.
