Il conduttore e critico musicale Red Ronnie

Red Ronnie sulle dichiarazioni di Patti Smith pro Sardine

Red Ronnie sulle dichiarazioni di stima da parte di Patti Smith alle Sardine: “Questi artisti stranieri spesso si lasciano irretire da ciò che leggono sul nostro Paese”

Sulle pagine del quotidiano La Verità, riportato dall’Huffington post, Red Ronnie ha detto la sua riguardo a diversi temi d’attualità: in particolare, ha parlato di quello che secondo lui è il paradosso di cantare oggi Bella ciao e del fatto che artisti internazionali come Patti Smith mal ripongano il loro appoggio a movimenti grassroots come quello delle Sardine.

Se in Bella Ciao il testo recita “Una mattina mi son svegliato, e ho trovato l’invasor”, allora Matteo Salvini non può essere l’oggetto della contestazione, sostiene lo storico dj e radiofonico che prosegue a ruota libera contestando il Movimento dei 6000 e tutti coloro che sventolano il «rischio fascismo», in quanto suonano un po’ come quando «Silvio Berlusconi diceva che i comunisti mangiavano i bambini». Non è vero, dice, stoccando la sinistra («Sono rimasti i comunisti vista mare. Molto attenti al conto corrente, vacanze a Capalbio, però poi si divertono a fare gli alternativi»), e gli «stranieri [che] spesso si lasciano irretire da ciò che leggono sul nostro Paese». Il riferimento diretto è a Patti Smith che, incalzata dai giornalisti al suo ingresso alla Prima della Scala a Milano lo scorso 7 dicembre, aveva dichiarato il suo sostegno al movimento che sabato 14 dicembre si è dato appuntamento a Roma.

«Yes, People Have The Power, always. Expecially in Italy, Sardines have the power», erano le parole della rockstar che citava una delle sue canzoni più famose, quella scritta a quattro mani con Fred Smith e poi inclusa nell’album Dream Of Life. Red Ronnie la smentisce affermando che i ragazzi che muovono le fila delle Sardine «danno l’impressione di essere strumentalizzati, gestiti da altri», anche se il problema maggiore nel nostro Paese secondo il conduttore è questa «invasione culturale, economica e alimentare [perpetuata] ai nostri danni», con i suoi esempi di crocifissi nelle scuole che «offendono le sensibilità altrui», aziende che vengono «comprate da poteri stranieri» e il cibo che ci viene imposto e che arriva «dall’altra parte del mondo, fuori dalle regole».

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