Rick Rubin dovrà rispondere in tribunale dell’accusa di aver violato le misure di quarantena anti-Covid imposte dalle Isole Hawaii. Secondo quanto riporta la testata locale Garden Island, lo scorso settembre il produttore sarebbe stato denunciato per non aver rispettato le due settimane di isolamento imposte ai visitatori giunti da fuori ed essersi andato a fare una passeggiata sulla spiaggia di Anini Beach, nei pressi del suo alloggio a Princeville, nell’isola di Kauai.
L’udienza che vede Rubin imputato è fissata per il prossimo 9 febbraio ma non si sa ancora se il producer statunitense dovrà presentarsi fisicamente davanti alla corte. Rubin era arrivato a Princeville l’1 settembre e pertanto sarebbe dovuto restare in quarantena fino al 15, ma il giorno dopo il suo arrivo è uscito ugualmente di casa e nella sua sortita solitaria, intorno alle sei e mezza del pomeriggio, è stato “pizzicato” da un paparazzo che l’ha ripreso con il suo telefonino.
Ricordiamo che all’inizio di quest’anno Rubin era dato come impegnato in studio insieme agli ZZ Top. Lo scorso anno, invece, è uscito il documentario a puntate Shangri-La, dedicato proprio al fondatore della Def Jam Records. In carriera, Rubin ha prodotto un innumerevole quantità di band, iniziando da formazioni rap come Beastie Boys e Run DMC (la succitata Def Jam si occupa principalmente di hip-hop) per poi, da metà anni Ottanta, dedicarsi a gruppi rock e heavy metal come Slayer, di cui produsse Reign in Blood (1986), e Red Hot Chili Peppers, di cui produsse Blood Sugar Sex Magik (1991). Resta però scolpita nella pietra anche la sua collaborazione con Johnny Cash negli anni Novanta per la serie di album American, che resuscitò la carriera del leggendario countryman.