Dave Grohl, che nel 2013 lo ha introdotto assieme ai Rush nella Rock and Roll Hall of Fame, lo ha definito «un’ispirazione per milioni di batteristi ad impugnare le bacchette e inseguire un sogno». Parliamo di Neil Peart, batterista e paroliere della sopracitata formazione di Toronto, scomparso martedì 7 gennaio all’età di 67 anni a Santa Monica, in California, in seguito a una lunga battaglia contro un cancro al cervello.
La notizia della sua morte è stata data solo ieri – venerdì 10 – attraverso una nota condivisa dal profilo ufficiale della band. Immediate le manifestazioni di stima e cordoglio da parte della comunità musicale: oltre al frontman dei Foo Fighters, anche Brian Wilson, Metallica, Slash e numerosi altri hanno pubblicato i propri attestati di stima, tutti idealmente legati da un unico adagio: il mondo del rock ha perso uno dei suoi più grandi batteristi.
Rest In Peace, Neil… pic.twitter.com/ceZXPYaSdd
— Metallica (@Metallica) January 11, 2020
RIP Neil Peart pic.twitter.com/PxNZ3W5WSs
— Foo Fighters (@foofighters) January 10, 2020
Neil Peart September 12, 1952 – January 7, 2020 pic.twitter.com/NivX2RhiB8
— Rush (@rushtheband) January 10, 2020
I just heard about Neil Peart passing. I feel real bad about this – he was way too young. Neil was one of the great drummers and he’ll be missed. Love & mercy to Neil’s family.
– Brian pic.twitter.com/T5qjECWX1W— Brian Wilson (@BrianWilsonLive) January 10, 2020
The master will be missed – Neil Peart RIP #RushForever pic.twitter.com/o4Y6chFiB3
— Jack Black (@jackblack) January 10, 2020
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Neil Peart si unì ai Rush il 29 luglio 1974. Prese il posto del precedente batterista John Rutsey entrando a far parte di una formazione che contava sul cantante e bassista Geddy Lee e il chitarrista Alex Lifeson. Il trio aveva già un album eponimo al proprio attivo e, tempo di scaldare i motori, il nuovo organico con Peart alla guida era già in tour negli USA con la Civic Arena di Pittsburgh a far da teatro, il 14 agosto 1974, al primo dei tanti live che seguirono assieme ad altri 17 album firmati Rush.
L’arte del drumming di Peart – che potete ammirare in 10 brevi clip di seguito – è stata premiata in due importanti occasioni: la prima nel 1983 quando entrò nella Modern Drummer Hall of Fame divenendo il musicista più giovane a ricevere il riconoscimento, e la seconda nel 2013, con l’entrata della band nell’album della Hall of Fame di quell’anno. Nel 2015 Peart era stato costretto al ritiro dalle scene, e questo dopo aver concluso un tour d’addio.
Di seguito, lo streaming del sopracitato cutup ma anche di un altro memorabile momento, il drum solo suonato dal batterista al Forum di Los Angeles il 1 agosto 2015, passato alla storia come il suo ultimo in assoluto,