Un romanzo a puntate del cantante dei Santo Barbaro, Pieralberto Valli, pubblicato da SENTIREASCOLTARE

Da domani, 30 settembre, con cadenza settimanale, pubblicheremo un capitolo alla volta del primo romanzo di Pieralberto Valli (Santo Barbaro), "Finché c'è vita". All'interno della news potete leggere la prefazione di Paolo Benvegnù

È una cosa che non abbiamo mai provato prima e siamo particolarmente felici di poter inaugurare questa nuova esperienza grazie alla collaborazione di un musicista che stimiamo particolarmente, ovvero il Santo Barbaro, Pieralberto Valli: domani, 30 settembre, pubblicheremo il primo capitolo del suo primo romanzo, Finché c’è vita. Successivamente vi faremo leggere due capitoli alla settimana, fino alla conclusione del libro. Il testo sarà poi edito in formato cartaceo il prossimo novembre.

«Due storie, apparentemente distanti, si uniscono in un gioco di intrecci che forma un ponte immaginario tra due paesi e due epoche storiche – si legge nelle note stampa – Le vicende di una famiglia contadina dell’est Europa si fondono così con il racconto di un uomo intrappolato da una malattia sull’Appennino romagnolo. Da qui si rivolge a una donna che non si palesa all’orizzonte. Un libro estremamente lirico, scandito da un ritmo narrativo serrato e incalzante».

Non è finita, perché la prefazione al testo (che potete leggere di seguito, sotto la foto di copertina di Giulia Masci) è stata scritta niente meno che da Paolo Benvegnù. Vi lasciamo dunque alla lettura, ricordandovi l’appuntamento con il primo capitolo del libro, in programma per domani.

pieralberto valli-finche ce vita

PREFAZIONE

LETTERA DI ANONIMO(*) ALL’AUTORE

“Ti perdonerò tutto, ma questo no, questo amore di un ragionevole controllo, questo si fa, questo non si fa, questo fa paura, vorrei, oh quanto vorrei, ma sei nello stesso luogo dove ti ho trovato e come te un’intera generazione di viaggiatori immaginari che non solcano il mondo, tanto meno le proprie vene….. non diventate calendario d’ombra, vi prego. Le ombre sono mostri che si impossessano di noi e non ci lasciano altro che un cumulo di ossa convinto di essere stato carne.”

Le nuvole, questa notte, sfilano via veloci.
Nel Silenzio di questa notte, si può quasi percepire il rumore che fanno.
Ora affrettandosi. Ora guardando nel rossore.
Mi pare, guardandole così in alto, che esse osservino con un certo candore.
Senza giudicare.
Amando ciò che alimentano.
Non è così, Amico mio che quasi non conosco, che anche tu guardi alle cose?
Dal Sublime al Mostruoso, dal Necessario all’Instancabile, Dal Sacro all’Increato?
Con te, è come essere sempre sulla Soglia.
O almeno mi è parso.
Lì compaiono grandi Verità e scompare la Vista.
E non ha alcuna importanza che io sia benzinaio, panettiere, slavo, umano, limpido, teso al sempiterno o portiere d’albergo o semplicemente miope.
Ciò che mi hai regalato, Amico mio, è un nuovo Stupore.
Ed io, parco e pietrificato, così sterile e vendicativo, mi trovo a germogliare
un tintinnio di sorriso esile, ebete eppure solenne come un anatema, come fosse uno strenuo atto volontario.
Dovrei ricompensarti, ma sai che non possiedo nulla.
Tantomeno la tentazione di Esistere.
Eppure mi resta tra le dita ciò che racconti ed il profumo dei luoghi narrati.
Che sono lo stesso luogo.
In cui mi hai portato.
In cui anche io sono stato.
Vedi.
Anche se si dice che è scomparso il Sacro, questi tuoi misteri sono i miei.
Saranno quelli di chi avrà il Senso di incontrarti.
Confesso di credere solo ai miracoli, perché ciò che so demolisce ciò che sono.
A te il merito di avermi fuorviato, deviato, di aver fatto deragliare il rimorchio di insensatezza che trascino pesantemente.
Bevi insieme a me, un vermouth, ché comincia l’autunno.
Ed ora teniamoci.
Ed ora lasciamoci.
Scompaio io.
Scompari tu.
Dimentichiamo ogni cosa.
Risvegliamoci nella Luce di prima degli Istanti.

(*) Anonimo é Paolo Benvegnù.

Tracklist

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