Ryan Adams al Late Show with Stephen Colbert (2017)

Ryan Adams scagionato dalla più pesante tra le accuse di molestia sessuale

L'indagine dell'FBI si è chiusa l'autunno del 2019 pochi mesi dopo l'apertura del caso

Dalla pubblicazione del noto report sul New York Times di febbraio del 2019 la vita di Ryan Adams non è più la stessa. In quell’articolo alcune donne avevano reso pubbliche varie vicissitudini intercorse, con il cantautore che veniva accusato di molestie sessuali e psicologiche. Tra queste compariva l’ex moglie, Mandy Moore, la cantante Phoebe Bridgers e, non ultima, una minorenne all’epoca dei fatti (Ava – il nome è naturalmente uno pseudonimo).

Secondo quanto riporta in queste ore Page Six, l’FBI avrebbe scagionato il songwriter dalle accuse più pesanti già alla fine di quell’anno. Dall’esame dei 3.000 messaggi scambiati con la minorenne, infatti, non sono emerse prove accusatorie, ovvero l’invio da parte del cantante di messaggi a sfondo sessuale. Come è noto, dall’articolo del NYT i due non si sono mai incontrati di persona e la ragazza aveva mentito sulla propria età rifiutandosi su richiesta del cantante di mostrare la propria carta d’identità. L’avvocato di Adams, Andrew Brettler, aveva sempre negato il coinvolgimento in comunicazioni sessuali da parte del suo cliente «con donne di cui sapeva non avessero raggiunto la maggiore età».

Adams è tornato in attività pubblicando lo scorso anno Wednesdays, l’album rimasto nel cassetto a causa dello scandalo che lo aveva travolto. Nel frattempo ha fatto ammenda per il suo comportamento a mezzo stampa non raccogliendo però il riscontro che sperava da parte di alcune delle altre accusatrici.

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