Bugo e Morgan, secondo le regole della manifestazione canora, sono stati squalificati in seguito al fattaccio di ieri sera, durante la penultima puntata del Festival di Sanremo. È successo che Marco Castoldi ha capovolto, in senso polemico, il testo di Sincero, la canzone che la coppia doveva riproporre sul palco dell’Ariston dopo exploit di martedì. Da le buone intenzioni, l’educazione, l’attacco del brano è diventato brutte intenzioni, la maleducazione. A cui sono seguite alcune strofe lette su alcuni fogli e un ipad, ovvero:
«…la tua brutta figura di ieri sera, la tua ingratitudine, la tua arroganza, fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa. Certo il disordine è una forma d’arte, ma tu sai solo coltivare invidia. Ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro…Ma questo sono io».
La “brutta figura” a cui Castoldi si riferisce è la cover di Sergio Endrigo che i due hanno presentato giovedì, Canzone per te (arrivando ultimi in classifica), mentre come risultato della mossa a sorpresa di Morgan, Cristian Bugatti si è avvicinato al compagno, ha preso con sé alcuni fogli ed ha abbandonato il palco senza proferire parola.
Rivediamo il fallo di Morgan su Bugo al Var. pic.twitter.com/uX0z88YMiY
— Fulvio Paglialunga (@FulvioPaglia) February 8, 2020
Le avvisaglie che tra i due qualcosa non stava andando per il verso giusto c’erano state ma non sembravano riguardassero Bugo, almeno in un primo momento. Morgan, prestissimo la mattina di giovedì, aveva spedito una lettera alla Rai firmata dal proprio avvocato (in realtà tutti dicono che è stato lui stesso a scriverla) denunciando non ben chiare pressioni sull’esibizione e minacciando di non volersi presentare affatto sul palco dell’Ariston. Il tutto sembrava rientrato grazie alla mediazione di Amadeus e dell’Orchestra ma in seguito la frustrazione di Castoldi via social era montata assieme alla serpeggiante paranoia del musicista riguardo ad un “misterioso sabotatore” («che per settimane ha consegnato parti insuonabili e cacofoniche appositamente piene di errori») e a un tentativo di boicottaggio nei suoi confronti da parte di Bugo e del suo intero staff.
"Per questo canto, e canto te"#CanzonePerTe @BugattiCristian @InArteMorgan#sanremo2020 #sanremo70 pic.twitter.com/eTpoZCsCRA
— Festival di Sanremo (@SanremoRai) February 7, 2020
Prontamente intervistato da Assante su Repubblica, Morgan ha dato le proprie ragioni dell’accaduto recitando la parte della vittima che ha trovato nelle strofe modificate del pezzo un riscatto rispetto a un complotto perpetuato ai suoi danni («voleva liberarsi di me»), specificando inoltre che il colpo di scena era ironico e che Bugatti avrebbe dovuto coglierlo, stando al gioco, rimanendo sul palco, e pertanto evitando la squalifica («ho semplicemente messo un sensore negativo e gliel’ho cantato. Lui si è spaventato ed è andato via»).
Per Morgan, leggiamo su Repubblica, Bugo è stato «caricato contro di lui» dal suo manager e dal suo staff («Bugo è caduto vittima di una gestione che lo ha caricato a molla contro di me»), e la situazione – creatasi in questi giorni dietro le quinte – è in seguito degenerata al punto che il cantante di Novara avrebbe voluto il suo manager ad ogni loro incontro.
Riguardo alla cover, nel dettaglio, Castoldi parla di una gestione travagliata, costellata da problemi con l’orchestra e da «arrangiamenti sbagliati e scomparsi», che comunque grazie al suo eroismo riesce a concludersi con i due sul palco. Sempre secondo Morgan, Bugo sceglie a quel punto di fare la primadonna e «cantare tutta la canzone, non solo il pezzo concordato con lui e la regia». «È come quei dilettanti che vogliono andare avanti a tutti per farsi notare e fare i protagonisti – spara a zero il Bluvertigo – È stato un gesto di sfida nei miei confronti, un affronto che ha fatto a me».
Nel momento in cui vi scriviamo l’unico post in merito da parte di Bugatti è quello antecedente l’esibizione. «Ci sono i puffi da una parte e dall’altra ci sono io», scrive alludendo chiaramente a Morgan, «i puffi poveretti giocano io no e tiro dritto.
https://twitter.com/BugattiCristian/status/1225854758642208769
Last but not least, ieri è uscito a sorpresa il nuovo album di Bugo, Cristian Bugatti. Trovate dettagli e l’ascolto nella pagina dedicata e sempre su SA trovate il commento critico a Sincero. Seguirà recensione (del disco) e aggiornamenti su quello che ha tutto l’aspetto del fatto più singolare e clamoroso della storia del festival della canzone italiana. E pensare che tutto era iniziato così:
https://twitter.com/BugattiCristian/status/1224359714101899265
Update 8 febbraio 16:30. Da un articolo pubblicato sempre da Repubblica, che cita “numerosi testimoni oculari”, veniamo a conoscenza della ricostruzione di quanto è accaduto negli attimi precedenti l’entrata onstage dei due musicisti. Nell’ordine: Castoldi fa sapere a Bugo dell’intenzione di cambiare il testo. Bugo gli risponde che non avrebbe dovuto nemmeno provarci, dopodiché Morgan gli si fa avanti minaccioso. Partono spintoni. Poi insulti. Infine [pare] un morso [di Morgan] e un sputo [di Bugo] con il personale del festival incredulo che nel frattempo è in ansia per via dell’accensione o meno dei microfoni.
Pare inoltre che Bugo – che non voleva manco presentarsi – fosse stato letteralmente “spinto giù” e che Morgan alla fine dei giochi avesse un ghigno beffardo che gli attraversava la faccia. Uscito dal palco Bughatti si è invece seduto per poi rimanere immobile fino a quando è stato accompagnato all’hotel Globo.
Sempre secondo i testimoni, era chiaro fin dai giorni precedenti le prove per la cover di Endrigo che Morgan volesse il pieno controllo sull’esecuzione del pezzo («Voleva fare tutto, scrivere le partiture, dirigere l’orchestra, suonare il piano e cantare. Tutto»). E che la situazione, decisamente tesa, è poi esplosa mercoledì notte quando l’orchestra ha definito “incomprensibili” e “insuonabili” le partiture che Morgan aveva scritto. Da lì la sopracitata lettera alla Rai e ai giornalisti.
Update 8 febbraio 17:20. Durante la conferenza stampa Bugo dà la sua versione dei fatti. Dice di esser arrivato turbato ma in anticipo ieri sera all’Ariston e di aver voluto dimostrare così la propria amicizia a Morgan. Castoldi, viceversa, è arrivato poco prima dell’esibizione, vezzeggiando un ragazzo della squadra di Bugatti con lui a sdrammatizzare ed incoraggiarlo a suonare («Andiamo a divertirci»). A quel punto Morgan parte con gli insulti («…sfigato, figlio di… …ha attaccato mio figlio, mia moglie») e Bugo incassa in silenzio. I due vengono chiamati dalla regia e sono già sulle scale. Morgan scende. Bugo si blocca, alché, Castoldi, sorridendo, gli fa gesto con la mano di scendere. «Vieni, vieni». E il finale lo conosciamo.
