Secondary ticketing. Da oggi solo biglietti nominali ai grandi concerti

Secondary ticketing. Da oggi solo biglietti nominali ai grandi concerti

A partire da oggi, 1 luglio, entra in vigore l’emendamento alla Legge di bilancio pensato appositamente per contrastare il fenomeno del “secondary ticketing” / bagarinaggio. Chiunque voglia acquistare un biglietto per un grande evento (ovvero da svolgersi in un luogo con capienza superiore a 5.000 persone) deve fornire i propri dati personali (nome cognome, luogo e data di nascita), generalità che verranno verificate il giorno del concerto esibendo la carta d’identità al personale qualificato.

«In Italia aspettavamo da tempo una legge di questo tipo: ora speriamo solo che non venga né fermata, né edulcorata», leggiamo su Repubblica. Sono le parole di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori che sottolinea quanto il fenomeno del bagarinaggio sia stato oggetto in questi anni di forti reclami, ricorsi e battaglie da parte del pubblico degli spettacoli dal vivo. Vedersi soffiare in pochi secondi il biglietto per il concerto del proprio artista o band preferita perché un programma informatico (BOT) ha acquistato online parte o l’intera offerta appena messa sul mercato per poi ritrovarlo su siti di rivendita secondaria a prezzi esorbitanti, era un fenomeno al quale andava messo un freno. L’entrata in vigore del biglietto nominale sviluppa ulteriormente, ma non completa, quel processo di contrasto iniziato con l’approvazione – lo scorso aprile – della legge Battelli. La società più colpita dal bagarinaggio, TicketOne, piattaforma numero 1 della rivendita primaria, ha fatto (ad Agcom) e continua a fare pressione affinché la norma venga applicata in toto non limitandosi dunque a fermare la rivendita con prezzo maggiorato, ma estendendola all’applicazione di salate sanzioni per tutte le realtà che operano scorrettamente nel secondary ticketing.

Parallelamente a emendamenti e leggi nazionali, anche l’Europa ha approvato una norma nata con lo stesso scopo, e c’è già chi, in questi mesi, si è lamentato: alcuni addetti ai lavori e società di rivendita primaria hanno mostrato perplessità, agitando lo spauracchio di una maggiore burocrazia con aumenti di code e costi per i consumatori, altri sono preoccupati di non poter cedere il biglietto acquistato con poca convinzione (se non quella del proverbiale scatto da condividere sui social), altri ancora vorrebbero maggiore facilità e pure l’azzeramento dei costi per il cambio del nome sul biglietto. Lamentele, più o meno giuste, ma che lasciano il tempo che trovano: da oggi si può sia rivendere al prezzo di costo il biglietto acquistato sempre alle piattaforme di primary ticketing (si verrà rimborsati una volta che il biglietto sarà effettivamente venduto), sia cambiare nominativo. Il tutto però pagando una commissione. Poca cosa in confronto all’argine che è stato posto nei confronti di una nefasta pratica – quella del bagarinaggio online – che avrebbe dovuto essere stroncata sul nascere. Ora chiunque si presenti a un grande evento senza un biglietto nominale sa che non potrà parteciparvi.

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