È accaduto di nuovo e con esiti molto più tragici, stavolta – pare – per via dell’uso di uno spray urticante. Sei morti e un centinaio di feriti il bilancio parziale della strage avvenuta nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove poco prima dell’inizio del concerto di Sfera Ebbasta, si è creato un improvviso fuggi-fuggi generale della folla, sembra a causa dell’utilizzo da parte di qualcuno non ancora identificato di una bomboletta contenente liquido al peperoncino, che sarebbe stato spruzzato nella sala gremita perlopiù di ragazzi di età compresa tra 14 e i 16 anni.
Le vittime, tutte morte a causa di traumi da schiacciamento, sono cinque minorenni e una madre che aveva accompagnato sua figlia al concerto. Si tratta di due ragazze del 2004 originarie di Senigallia, un ragazzo del 2002 originario di Ancona, un ragazzo e una ragazza del 2003 originari di Fano e una donna del 1979 originaria anche lei di Senigallia. Tra i feriti, al momento ci sono 12 codici rossi, 45 codici verdi e 9 codici gialli. Gli investigatori stanno lavorando per accertare quante persone fossero all’interno della sala durante lo show del rapper lombardo: l’ipotesi investigativa è che il numero dei presenti fosse superiore a quello consentito. I titolari della discoteca sono stati già sentiti.
La dinamica dell’accaduto ricorda quella del caos in piazza San Carlo a Torino in occasione della messa in onda su maxischermo della finale di Champions League del 2017 tra la Juventus e il Real Madrid. L’ipotesi dell’uso improprio di uno spray è riportata anche dal Corriere della Sera, che ha raccolto la testimonianza di una spettatrice: «Stavamo ballando in attesa che cominciasse lo spettacolo di Sfera Ebbasta, quando abbiamo sentito un odore acre, siamo corsi verso una delle uscite di emergenza ma l’abbiamo trovata sbarrata, i buttafuori ci dicevano di rientrare».
Anche Repubblica riporta le parole di alcuni presenti: «Abbiamo sentito un odore acre e siamo scappati». Il quotidiano romano riporta anche di spettatori «con problemi respiratori» notati da altri frequentatori della discoteca arrivati tardi presso il luogo della tragedia. I primi a parlare ufficialmente di «probabile utilizzo di spray al peperoncino» sono stati – in un tweet – i Vigili del Fuoco intervenuti sul posto a prestare i primi soccorsi.
#Corinaldo (AN) #8dic, nella clip il drammatico intervento dei #vigilidelfuoco nella discoteca dove hanno perso la vita sei giovanissimi pic.twitter.com/b9xjMiWp1k
— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) December 8, 2018
In rete circolano già i primi video della tragedia. In uno di questi, girato da un ragazzo subito dopo essere uscito dal locale, si vede la ringhiera laterale – nascosta dalla siepe – che cede per il peso della calca, causando la caduta dei ragazzi. Un altro video, girato da una ragazza, è stato invece acquisito dai carabinieri.
Il Questore di Ancona, Oreste Capocasa ha commentato a RaiNews24: «Gli accertamenti sono ancora in corso. Sembrerebbe che sia stato l’uso incauto di uno spray al peperoncino, ma tutto è al vaglio del magistrato, che sta ascoltando i testimoni. Questi ragazzi si sono riversati verso uscita di sicurezza. In una di queste due, una volta usciti fuori, i due parapetti laterali non hanno retto e i ragazzi sono caduti, quelli che sono caduti sopra hanno provocato soffocamento». Secondo Capocasa, a generare la tragedia sarebbe stato il cedimento di due parapetti metallici che avrebbero causato la caduta dei tanti spettatori scappati fuori dalla sala dove era in programma il concerto. Riguardo al numero effettivo di persone presenti allo show, il Questore ha parlato di «una presenza rilevante» di spettatori, rimandando però al controllo dei biglietti venduti – attualmente in corso da parte delle autorità competenti – per una stima più realistica. La magistratura, ha fatto sapere il questore, ha già iniziato a sentire i testimoni per appurare eventuali responsabilità.
Anche il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, è intervenuto ai microfoni del Tg1: «Ci sono indagini in corso. Ci sono alcune ipotesi, mi sembra di poter smentire quella che una porta d’emergenza fosse chiusa. Hanno probabilmente ceduto due parapetti per la forza d’urto della calca. È vero che nell’aria c’era una sostanza che infastidiva, si parla di puzza d’ammoniaca o spray urticante. È molto probabilmente vero che dentro c’era molta più gente del previsto e del permesso e su questo sono in corso dei riscontri. Dalle prime analisi, temo che evidentemente ci possa essere stato un mix di cattiveria, stupidità e avidità, non si può morire in questa maniera qui. La capienza era di 871 ragazzi, temo che ce ne fossero ben di più, stando ai primi riscontri».
È intervenuto anche il Colonnello Cristian Carrozza, del comando provinciale dei carabinieri di Ancona: «Abbiamo sentito numerosi testimoni, ragazzi che erano presenti quando è successo l’imponderabile, tutti molto giovani». Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del RIS: «Stiamo acquisendo elementi utili per proseguire le indagini. al momento è meglio non sbilanciarsi troppo. Lo spray al peperoncino è una delle ipotesi, ma stiamo verificando anche altre ipotesi. I ragazzi erano davvero tanti, potevano essere attorno al migliaio. Non c’è un burrone, stiamo verificando questo: si tratta di scale con ringhiere e stiamo verificando perché queste ringhiere sono venute meno, hanno ceduto. Ma l’altezza è di un metro e mezzo». Sempre a RaiNews24 parla anche il Dottor Roberto Paba, responsabile dell’unità di crisi che sta gestendo l’emergenza all’ospedale Torrette di Ancona, dove poco prima delle 8 sono arrivate le salme delle vittime: «Allo stato sono pervenuti 7 codici rossi, 2 ragazze e 5 ragazzi di età compresa tra i 17 e i 21 anni, trauma cranico e toracico. Una ragazza in codice giallo. 3 ragazze e 2 ragazzi in codice verde».