Del nuovo album di Sufjan Stevens, successore dell’eccellente Carrie & Lowell, sapevamo finora il titolo (The Ascension), che sarà composto da 15 canzoni e che uscirà il prossimo 25 settembre. Un’informazione ulteriore e assai significativa ce la regala oggi America, pubblicata sul canale ufficiale del cantautore statunitense. Prevista come traccia di chiusura della scaletta, è una ballad mesmerica che, con i suoi oltre dodici minuti di durata, si muove con passo solenne tra psichedelia e scenografie sintetiche definendo un affresco assieme enfatico e crepuscolare, intriso di memorie orchestrali processate da un algoritmo malinconico.
Sembra a tratti di ascoltare una versione abbacinata dei Flaming Lips con licenza di sconfinare in territori cinematici e (persino) post-rock, o se preferite una chiusura del cerchio di quel The Age Of Adz che pur in uno scenario di allarme poteva ancora permettersi il lusso delle prospettive (e invece oggi: “I have loved you, I have grieved/I’m ashamed to admit I no longer believe “).
