Questa volta sono guai seri. Tekashi 6ix9ine – al secolo Daniel Hernandez – rischia da un minimo di 25 anni di carcere fino all’ergastolo per associazione a delinquere e possesso illegale di arma da fuoco. Il rapper, che è stato arrestato a New York, nella notte tra domenica e lunedì, assieme al suo ex manager (Shottie, ovvero Kifano Jordan) e ad altre quattro persone – Faheem Walter (aka Crippy), Jensel Butler (aka Ish), Jamel Jones (aka Mel Murda) e Fuguan Lovick (aka Fu Banga) – era finito in carcere già lo scorso mese per aver violato la libertà vigilata, che gli era stata appena concessa per via del patteggiamento ottenuto durante il processo che lo vedeva accusato di atti sessuali con una minorenne.
Oltre ai due capi d’accusa mossi nei confronti del musicista e della sua gang, ce ne sarebbero anche altri: tentato omicidio, rapina, spaccio e violenze assortite. Per due di questi il codice penale prevede il massimo della pena, ovvero l’ergastolo. Pitchfork, sentito l’ufficio del Procuratore Federale, ha esaminato nel dettaglio l’atto d’accusa: Hernandez, Jordan e altri due indagati avrebbero derubato, armati, membri di altre band lo scorso 3 aprile, mentre a luglio, sempre di quest’anno, Hernandez e altri avrebbero ferito per sbaglio un passante nel tentativo di colpire un individuo che aveva «mancato di rispetto alla gang dei Nine Trey».