Il servizio delle Iene sul secondary ticketing, che ha messo in evidenza un rapporto frequente tra Live Nation e la piattaforma Viagogo, ha sollevato un vero e proprio polverone, non solo tra i fan e gli organizzatori di eventi estranei al bagarinaggio virtuale, come Claudio Trotta, ma anche tra gli artisti appartenenti al roster della filiale italiana dell’azienda internazionale guidata da Michael Rapino, accusati dall’amministratore delegato Roberto De Luca di essere i veri mandanti della richiesta di immettere biglietti a prezzi spropositati su altri siti.
Vasco Rossi è stato il primo a reagire, comunicando insieme a Giamaica management la decisione di sospendere ogni rapporto commerciale con Live Nation e riservandosi «di agire per vie legali, essendo totalmente estraneo a quanto emerso dal servizio giornalistico». Subito dopo si è aggiunto Tiziano Ferro che, prendendo le distanze dalla faccenda, ha scritto sui social: «sono sconcertato, amareggiato e fortemente indignato a causa dei recenti avvenimenti che coinvolgono Live Nation Italia. Vorrei concedermi alla rabbia e all’istinto del momento ma la verità è che non posso. La mia priorità sono le circa 150.000 persone che hanno già deciso di esserci durante il mio prossimo tour. Mi è stato assicurato e garantito che Live Nation non ha mai, oggi come in passato, immesso miei biglietti sul mercato secondario».
Marco Mengoni lo ha seguito, rilasciando una dichiarazione ufficiale via social e manifestando la sua «assoluta estraneità ai fatti»: «lavoro con Live Nation dal 2014 e né io né il mio management abbiamo mai avuto alcuna evidenza di irregolarità nella vendita dei concerti. Siamo sconvolti dall’accusa mossa da De Luca secondo cui gli artisti imporrebbero la pratica di vendita illegale di biglietti […]. Attraverso i nostri legali stiamo facendo le opportune indagini per la tutela dei diritti del pubblico e per verificare la massima trasparenza sullo svolgimento dei fatti».
Infine (per ora), i portavoce di Giorgia hanno fatto sapere che «mai da qualcuno del suo staff, management o altro vicino a lei o dall’artista stessa è stata fatta richiesta per operare in questa maniera disonesta; e stiamo verificando che anche per il passato non siano state commesse irregolarità per quanto riguarda Giorgia».
Nel frattempo, sui social di Live Nation Italia proliferano i commenti negativi sotto ogni singolo post, a cui l’azienda, finora, ha risposto con un silenzio assordante.




