Parallelamente alle faide tra RZA e Raewkon e la pubblicazione di A Better Tomorrow (il nuovo album del Wu-Tang Clan), si aggiunge un nuovo capitolo alla saga di The Wu – Once Upon A Time In Shaolin, doppio disco che – se sarà veramente pubblicato – consisterà in un unica copia venduta ad un prezzo astronomico e disponibile per l’ascolto unicamente nei musei e nelle gallerie (dove soggiornerà per un periodo limitato, proprio come una vera opera d’arte).
Ieri su Forbes è stato pubblicato un filmato contenente un’intervista rilasciata a Marrakesh al giornalista Zack O’Malley Greenberg, dove il produttore Tarik “Cilvaringz” Azzougarh mostra la già famosa confezione intarsiata da Yaha e, a sorpresa, condivide l’ascolto di una preview di un brano prodotto da Ghostface Killah con un featuring piuttosto riconoscibile. “Suona piuttosto Cher vero?” chiede il giornalista. Poche ore più tardi, Rolling Stone conferma la presenza della cantante in due tracce del doppio album, disco che Azzogarh promette essere un ritorno a “ciò che il Wu Tang era e non sarà più… …un lavoro molto sporco, ruvido, missato anche volutamente in questo modo, un ritorno a quelle stanze e a quei modi di rappare“.
La presenza di Cher era, in verità, già stata annunciata sul sito ufficiale dell’album, seppur attraverso una criptica liner note (“Special guest appearances by Bonnie Jo Mason“). Bonnie Jo Mason è, infatti, lo pseudonimo usato da Cher nel suo primo singolo del 1964.