YouTube risponde alle critiche dei musicisti

YouTube risponde alle critiche di molti musicisti, prevedendo un futuro più roseo che mai per l'industria discografica

Soltanto nell’ultimo mese un migliaio abbondante di musicisti, tra cui Taylor Swift, Beck, Jack White, Trent Reznor, Paul McCartney e Lady Gaga, ha sottoscritto un paio di lettere aperte, rivolte rispettivamente ai leader politici europei e al sistema giudiziario statunitense, per attirare l’attenzione sull’azione svolta da YouTube negli ultimi anni volta ad appropriarsi di profitti che spetterebbero di diritto alla comunità musicale.

Oggi Neal Mohan, uno dei boss del popolare canale di broadcast digitale, ha scritto a sua volta una lettera su Billboard affermando di prevedere un futuro roseo per l’industria musicale per un effetto traino dei compensi pubblicitari da parte di tutti coloro che non possono o non vogliono pagare per ascoltare musica. In sostanza, Mohan afferma che con la forte crescita dei servizi di streaming, gli incassi pubblicitari da questo tipo di servizio saranno esponenziali soprattutto perché questo aumento coinciderà con uno spostamento di capitali dalla carta e dalla tv al web. «Fino ad ora YouTube ha pagato 3 miliardi di dollari all’industria musicale, e questo stando ad un attuale rapporto dello streaming rispetto alla radio tradizionale dell’8% rispetto al 26%», spiega. «Dato che secondo la legge statunitense sul copyright, le radio non pagano royalties a etichette e artisti (ma soltanto ai songwriter), lo spostamento degli investimenti pubblicitari (attualmente 35 miliardi di dollari) da queste alle piattaforme di streaming digitale porterà un cambiamento di scenario molto favorevole all’industria musicale che potrà arrivare ad ottenere il 100% dei profitti dai fruitori musicali e non soltanto dal 20% che attualmente compra CD, vinili o paga i servizi di streaming».

In forza di tutto questo, Mohan conclude affermando che se i servizi di sottoscrizione potrebbero raggiungere 200-300 milioni di persone in tutto il mondo, il modello free supportato dalla pubblicità (come YouTube) potrebbe raggiungere potenzialmente il totale delle persone connesse a internet, ovvero circa 3 miliardi di persone.

Potete leggere l’intero testo della lettera su Billboard.

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