La seconda edizione di Zanne 2014 (Parco Gioeni di Catania, dal 18 al 20 luglio) si avvicina (per i particolari, consultare la nostra pagina festival con un abbonamento in palio e la news dedicata). Per l’occasione, abbiamo intervistato Nicola Compagnini, ideatore e motore del festival per parlare della storia della giovane manifestazione, della sua vocazione naturalistica e delle scelte legate alla sostenibilità ambientale, del cast e dei rapporti con il territorio siciliano.
Ciao Nicola, ci racconti dell’associazione culturale Kizmiaz, delle tue attività passate e di come siete arrivati a Zanne Festival?
Sono stato un collezionista di musica sin da giovanissimo. Ho fatto una solida gavetta in radio e, intorno alla fine degli anni novanta, ho fondato una mia piccola etichetta discografica. Da lì alla organizzazione dei primi concerti come Associazione Culturale Kizmiaz il passo è stato breve. La risposta degli spettatori siciliani è stata così calorosa da incoraggiarci a tentare la carta del Festival.
Quali sono i rapporti con il territorio? Quanto è difficile organizzare qualcosa qui in Sicilia?
La Sicilia è oggettivamente distante dai radar dei grandi eventi, questo è innegabile. Da ciò derivano anche le difficoltà logistiche nell’organizzazione di un festival dal respiro internazionale, come Zanne o Ypsigrock.
Catania ha una lunga vocazione e storia per la musica dal vivo, ieri come oggi, la Sicilia tutta ha fame di musica dal vivo. Penso a Ypsigrock, al Not Fest o al vecchio Sonica, passando per esperienze leggendarie come i R.E.M. nel ’95 o i Sonic Youth nel 2002: come vi sentite rispetto a questa tradizione?
Sono dell’opinione che le due chiavi per il successo di un festival come il nostro o come gli altri che hai nominato, sebbene geograficamente lontani dai mega raduni europei, siano una line-up convincente ogni sera – senza nomi che servano solo da riempitivo o da contorno all’headliner di turno – e una location attraente.
Credi che in Sicilia sia possibile sviluppare altre esperienze analoghe?
Certo, purché sussistano le condizioni di cui ti ho appena detto.
Avete qualche sovvenzione? Quali sono e quali sono stati i rapporti da questo punto di vista con le istituzioni cittadine e regionali in genere?
Non abbiamo ricevuto sovvenzioni a causa delle croniche difficoltà in cui versano le casse comunali di mezza Italia. I rapporti con enti e istituzioni locali sono buoni, ciascuno sta facendo la propria parte nonostante i problemi economici preesistenti e i problemi logistici che comporta la location del Parco Gioeni.
Zanne adotta una politica legata all’etica della sostenibilità attraverso scelte specifiche, ce ne parli?
Il festival è stato concepito avendo in mente, sempre e comunque, un ridotto impatto ambientale: abbiamo scelto di impiegare fonti di energia rinnovabili e materiali ecologici per l’allestimento delle strutture, ci sarà la raccolta differenziata all’interno del parco che ci ospita, abbiamo anche previsto il car-sharing per alleggerire l’impatto sul traffico.
E’ evidente l’attenzione al territorio e alla sua salvaguardia, così come ad attività che di solito non è facile trovare ai festival rock: Yoga, danza, benessere, attività per bambini e animali, sport, escursioni, insomma percorsi a tutto tondo che rendono questi 3 giorni completi e che fanno la differenza. Come siete arrivati a scelte di questo tipo?
Zanne non è solo musica, ci tengo a ribadire questo concetto. Vogliamo stimolare la creatività degli adulti ma soprattutto dei bambini, la nostra più grande risorsa per il futuro. Le altre attività, mi riferisco a quelle non strettamente musicali, intendono promuovere uno stile di vita sano e consapevole, attraverso un’ampia serie di proposte che inizieranno sin dalle prime ore del mattino con lo Yoga. Ma ci sarà spazio anche per la danza, corsi di chitarra, hula hoop, nonché attività sportive ed escursioni. Tutto gratuito, affinché ciascuno possa usufruirne liberamente.
Com’è andato il concorso nazionale Nuove Zanne, avete avuto molte partecipazioni?
Siamo entusiasti per l’ottima risposta dei partecipanti. Abbiamo ricevuto adesioni da circa 100 band da tutta Italia, provenienti da ogni estrazione musicale. Hanno partecipato band di tutti i generi, dal cantautorato all’elettronica, dalla dark-wave al post-rock fino al doom-metal.
Un festival giovanissimo che fin dalla prima edizione ha mostrato le sue carte, con un cast già spettacolare lo scorso anno (Black Lips, Swans, Jon Spencer Blues Explosion…): come è stata l’esperienza nel 2013, cosa avete imparato e cosa eventualmente troveremo di diverso quest’anno?
Zanne 2013 ci ha insegnato che puntare sui grandi nomi alla fine ripaga. I tre giorni della passata edizione sono stati esaltanti. Si è creato un legame forte fra Zanne e il suo pubblico, la conferma è arrivata un paio di minuti dopo l’apertura della prevendita di quest’anno: centinaia di contatti a tempo di record!
Un cast fantastico anche questa seconda edizione, con gli headliner Black Rebel Motorcycle Club, Calexico e i Blonde Redhead, quest’ultimi in esclusiva a Zanne, dove presenteranno estratti dal nuovo album: un ottimo biglietto da visita per il festival. Quali sono state le difficoltà per avere questi nomi?
Dietro Zanne c’è un gruppo di irriducibili che ha lavorato giorno e notte per mettere insieme questa line-up di cui andiamo davvero fieri. Le difficoltà ci sono state perché il nostro programma era oggettivamente ambizioso. Ma ci siamo riusciti, ed è questo che conta.
Artisti che vorresti avere nella prossima edizione?
Troppo presto per annunciarlo! Però ho già in mente qualche nome davvero sensazionale.
La scelta del Parco Gioeni sembra perfetta per un festival organizzato in questo modo, potendo accogliere molte attività: avete avuto difficoltà per riuscire a organizzare lì?
Il limite di Catania come di altre città del Sud Italia rimane cronicamente la mancanza d’infrastrutture: ti dico sinceramente che il Parco Gioeni non era attrezzato per reggere un festival come il nostro, con attività che inizieranno alle 8 del mattino e andranno avanti fino a notte inoltrata. Con grande impegno e dedizione siamo riusciti a “modellare” lo spazio che ci ospiterà e lo abbiamo reso pronto ad accogliere gli spettatori.
Grazie Nicola e arrivederci al Festival!