Recensioni

Tra i vari A$AP Mob portati al successo dal boom di A$AP Rocky, ecco comparire A$AP Ferg, designer di vestiti improvvisatosi rapper nel tentativo di capitalizzare l’attenzione ossessiva dei media sulla fortuanta crew di Harlem. Pur essendo noto più per i suoi outfit che per le sue skills al microfono, questo Trap Lord ha ricevuto una impressionante dose di hype, catalizzata da un singolo trascinante come Work e da una tracklist strategicamente messa in circolo per far bella mostra di collaborazioni con nomi leggendari come Bone Thugs-n-Harmony, Onyx e B-real.
Le attese dei più fiduciosi vengono però largamente tradite e Trap Lord si rivela per il prodotto commerciale che è: un disco senz’altro ben confezionato ma di nessuna rilevanza artistica. Per di più alle rime poco efficaci di A$AP Ferg non sopperiscono, come avviene di solito in dischi questo tipo, neppure delle produzioni top quality, non contenendo neppure un beat capace di distinguersi dalla media del trap post-lexluger più formulaico.
Dal canto suo A$AP Ferg sembra poco capace di dire qualcosa nel contesto del rap più stradaiolo, non avendo neppure la street cred di un personaggio come Waka Flocka Flame. Il suo estro appare più nei brani pop e spensierati come Shabba, dedicato al recupero ironico dell’artista dancehall Shabba Ranks, noto per il suo look originale e appariscente. Chissà che il prossimo disco non riesca a sbancare come colonna sonora delle spiagge 2014, ma questo, a parte una manciata di singoli, non riesce a regalare neppure un pò di sano divertimento.
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