Recensioni

7.2

Il newyorkese sarcastico e sempre sopra le righe, che detesta la figura del cantautore confessionale e passa di citazione in citazione giocando con il suo songwriting ad effetto, sembra essere arrivato ad un punto di svolta. Alla soglia dei trent’anni e con l’ennesimo album in uscita, Minor Love, riesce laddove non era arrivato completamente finora. Vale a dire a scrivere l’album compatto e finalmente adeguato alle sue possibilità espressive.

Intendiamoci, il piglio ironico e il mood sbarazzino ci sono tutti, quello che sembra essere cambiata è l’attitudine e la scrittura si è fatta più coerente e sicura, senza troppo sbavature. Minor Love è quindi un compendio del suo songwriting, che oscilla tra i numi tutelari Lou Reed, Leonard Cohen, Burt Bacharach, Jonathan Richman, a spasso tra decenni di musica americana , senza dimenticare il country rock e persino la ballata in odore di acido psych (Bathing Bird), facendo anche simpaticamente il verso al miglior Beck soul funk in Lockout.

Insomma il ragazzino impertinente che abbiamo imparato a conoscere un bel po’ di tempo fa con i Moldy Peaches è cresciuto. Sempre senza prendersi troppo sul serio, speriamo a lungo.

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