Recensioni

6

Volevo fare un album da mettere in macchina e viaggiarci per il paese”. Parola di Adam Green, e ancora: “Nel
penultimo disco pensavo di essere un buon cantante, mi piaceva;
quest’ultimo invece è più rilassato, senza quel clima da music hall
”. Un mood più tranquillo, a suo dire, per una cosiddetta “road trip compilation”. L’unità stilistica del precedente Jacket Full Of Danger (2006) è stata quindi abbandonata a favore di un melange variegato che fa in verità perdere coesione all’album.

Ben
venti pezzi di durata medio-breve, in cui si passa dal crooning alla
consueta miscela di rock, folk, pop, soul con l’attitudine scanzonata
che gli si conosce, anche se abbastanza diluita, questa volta. La
novità è rappresentata dall’uso di un coro gospel (in tutta la sua
espressione nel soulglam di Getting Led, dal mood loureediano circa Transformer), e dall’uso di strumenti quali il flauto (la psych ballad You Get So Lucky, il blues di Leaky Flask)
e più in generale di una maggior presenza di archi, dietro ai quali si
celano gli arrangiamenti di David Campbell (Michael Jackson, Elton
John, Beck). Il disco vira infatti verso un clima soul piuttosto accentuato (Twee Twee Dee dal deciso mood Al Green)
nella maggior parte degli episodi, clima che diventa gospel in alcuni.
Un cambio piuttosto deciso di prospettiva. Al Nostro manca però in
questo caso la capacità di fondere armonicamente le sue varie anime,
per rendere il tutto coeso. Disco riuscito solo in parte quindi, questoSixes And Sevens, preludendo forse a un
cambio più radicale, staremo a vedere. Le ultimissime lo danno verso
lidi nashivilliani, addirittura. Per il momento un (6.0/10) con più di una riserva.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette