• Gen
    01
    2009

Album

Trovarobato

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L’attesa per il nuovo album di Adriano Modica viene spezzata e ravvivata dalla pubblicazione di Annanna, il primo capitolo finora inedito della trilogia di cui Il fantasma ha paura era il secondo e La sedia sarà il conclusivo. Trattasi del cosiddetto album di stoffa, perché – come dichiara lo stesso Modica – rimanda al senso di calore, sofficità e protezione in cui avvolgiamo l’infanzia, cui le nove tracce in scaletta si rivolgono come su una voragine mnemonica. Rispetto al successore, è album più intenso ed essenziale, di un lirismo crudo sorretto da immagini sconcertanti dall’odore minacciosamente familiare, capace di attraversare con lieve autorevolezza una terra di nessuno tra folk, psych, prog e post-cantautoriale.
Soprattutto: è bello. Tanto che non ti spieghi come sia potuto rimanere ad ammuffire per tre anni, da non crederci che oggi te lo puoi scaricare gratis direttamente dal sito dell’artista reggino. Il quale ti conduce come un Virgilio sotto benzedrina tra flash di ricordi, aprendo vecchi cassetti che è “come rubare ciò che è tuo”, col passo sognante e irrequieto di un Gazzé via Radiohead (in Le sirene dello Stretto) o contagiato da emulsioni cosmiche Tiromancino (tolte le fregole festivaliere, come in Sapone Verde e nella title track), tra fiabesche apprensioni Barrett e frastagliati tremori Marco Parente (Primo volo, Cassetti chiusi a chiave), sbrigandosela tra spasimi acustici finché la spinta visionaria non spinge su terreni acidi (il flamenco ghignante de Il settenano di pietra e soprattutto A.C.N.E., mitraglie di sfondo e passo robotico tra il primo Dalla, i Kuntz e i CSI).
Da restare senza parole. Di nuovo in attesa.

1 Febbraio 2009
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