• Set
    01
    2007

Album

Trovarobato

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Ha suonato il basso per Marco Parente, Addamanera e Ulan Bator. Ha recitato in qualche fiction televisiva e per il cinema in due film – ahilui – “mucciniani” che non sto a dirvi. Esperienze eterogenee che devono avergli arricchito ben bene la collezione di mostriciattoli (quelle attoriali soprattutto, presumo), che difatti rigurgitano nelle otto tracce di questo Il fantasma ha paura. Opera seconda per Adriano Modica, calabrese classe ’77, oramai accasato nella dotta Bologna. Oppure, se volete, è il suo debutto, visto che Annanna – il primo capitolo d’una trilogia – è tuttora inedito. Se quello era l’album di stoffa, il qui presente è l’album di pietra, a cui seguirà La sedia, l’album di legno che Adriano sta testé intagliando. Avrete capito che non stiamo parlando d’un personaggio facilmente inquadrabile, ma d’altronde bastava la targa Trovarobato a fungere da garanzia in tal senso, no?

Tornando al qui ed ora, trattasi di un disco onirico fino al limite del delirio, in bilico tra asprezza e intensità, miscuglio intrepido di folk-prog e blues-psych interpretato col piglio rapito/allampanato di un discendente la stirpe dei Claudio Rocchi e degli Alan Sorrenti (quello prima dei figli delle stelle, che ve lo dico a fare), senza però rinunciare alla tensione modernista di certo pop-rock “evoluto” che in Italia trova immediati referenti in Parente e nel miglior Max Gazzé (cui rimanda soprattutto la scontrosetta Allegro ma non troppo). L’azzardo spacey nella trama elettroacustica – vedi il flauto, il glockenspiel e la chitarra classica insidiati da theremin, e-bow e organo nella palpitante I manichini – è un’anomalia avvincente, così come certe melodie decisamente carezzevoli straniate tra testi enigmatici e strutture scentrate (la bucolica Il fantasma – condita di pianolina e wurlitzer – oppure la cremosa Il paese dei balordi). Personalmente trovo adorabile Battito muto in 3/4, con quello svenevole e irrequieto sdrucciolare jazz-prog, guarda caso una delle tracce con meno “ingredienti”, ma ognuno faccia i conti con le fisime proprie. Quel che mi sembra oggettivo è il buon livello di questa (nuova) proposta.

1 Settembre 2007
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