Recensioni

All’interno della produzione di Alasdair Roberts si possono individuare diversi percorsi. C’è una serie di dischi che lo ha reso famoso, in cui Roberts si pone in continuità con la tradizione folk delle isole britanniche. Sono dischi di canzoni originali, in bilico tra passato e contemporaneo, di cui Pangs, è l’episodio più recente. A questa direzione c’è da aggiungere quella di membro del Furrow Collective, un quartetto completato da Rachel Newton (voce, fiddle, arpa), Lucy Farrell (voce, viola) e Emily Portman (voce, concertina, banjo, harmonium): un vero e proprio supergruppo che va al di là della tradizione britannica e fonde insieme personalità musicali molto diverse. Infine, c’è un preciso percorso di scoperta e riscoperta di un repertorio totalmente scozzese in compagnia, di volta in volta, di compagni di viaggio diversi. Così è stato con Urstan in compagnia di Mairi Morrison, poi con Hirta Songs, in collaborazione con il poeta Robin Robertson, e A Wonder Working Stone, accreditato semplicemente come “Alasdair Roberts and Friends”. A quest’ultimo filone appartiene anche il nuovo What News.
Alcuni dei brani, tutti tradizionali scozzesi appunto, fanno già capolino da tempo nel repertorio live di Roberts (The Fair Flower of Northumberland, The Dun Broon Bride, Young Johnstone, Babylon), ma qui vengono rivisti in una chiave completamente diversa. Via la chitarra e l’abito prevalentemente acustico del classico songbook da menestrello folk e dentro, invece, strumenti bizzarri e sonorizzazioni elettroniche. Merito dei due musicisti che hanno lavorato con lui: Amble Skuse, che si occupa dei trattamenti elettronici, e David McGuinness, polistrumentista che per l’occasione si è andato a cercare un vecchio strumento a tastiera (al posto dei martelletti ci sono delle forchette) che pare sia degli anni Venti del XX secolo. Il risultato è che Alasdair Roberts si concentra totalmente, quasi esclusivamente, sul canto di queste otto murder ballads fuori dal tempo: storie di gelosia, di amori impossibili, di vicende epiche che non lasciano feriti sul campo.
Il gioco funziona. Sia perché sono melodie e strutture di canzoni che sono nel DNA del folk a qualsiasi latitudine, e quindi se hanno funzionato per qualche secolo, lo continueranno a fare anche nell’esecuzione dei tre musicisti di What News. Ma funzionano anche perché Skuse e McGuinness, pur senza negando la propria idea di musicisti, si mettono totalmente al servizio delle canzoni, trasformandole senza snaturarle. Ne esce un centrifugato che ancor più dei dischi firmati dal solo Roberts, sembra davvero un ponte tra diverse epoche storiche: quella presente e quelle che ci hanno preceduto, contribuendo a dare universalità alle storie che raccontano.
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