Recensioni

L’elettroacustica di Boccardi si impreziosisce di ulteriori screziature in questo Fingers, edito su nastro nella prestigiosa collana Cassauna dell’americana Important e in versione CD dalla CatSun, sussidiaria della polacca Monotype.
Screziature figlie delle esperienze da “giramondo” del sound artist milanese, uno capace di inglobare input ed elementi “altri” in un fluire musicale sempre al guado tra ambient e ricerca elettroacustica; ma anche della scelta di allargare le sonorità su cui lavorare e con cui interagire grazie all’apporto dei collaboratori che Boccardi ha fortemente voluto per questo progetto (dal piano di Valgeir Sigurðsson al sax di Luca Rampini (Sax), da Rella a Maurizio Abate e Nicola Ratti), con la batteria di Paolo Mongardi e il contrabbasso di Antonio Bertoni a replicare anche on stage nel tour di presentazione e, notizia dell’ultim’ora, già in studio per un lavoro questa volta veramente a sei mani.
Fingers si manifesta dunque come una sorta di “minimalistic orchestral piece” con Boccardi quasi nel ruolo del direttore d’orchestra coi suoi loop ipnotici e concentrici, i suoi field recordings (catturati in Kazakistan, tra l’altro), le sue stratificazioni elettroniche a mischiarsi in forme liquide con le note acustiche, spesso rielaborate, filtrate e travisate degli altri strumenti. Il risultato è insieme ondivago e coeso: lunghe e ipnotiche divagazioni pianistiche (Piano Memory Ground che si sviluppa in 11 minuti di saliscendi tra neo-classical, droning, cameristica e reminiscenze etno), mini-suite dai sapori haunted (…And You Will Ask Me Some Water), reiterazioni cicliche che si avvitano in crescendo emozionali (Where You Are, Where We Are), incursioni in un melting pot globale (Laying Again) ci dicono di un album complesso e stratificato, oltre che della necessità di espandere continuamente la propria ricerca sonora. Cosa non da poco, anzi.
Amazon
