Recensioni

7.2

La copertina di Love Over Will non necessita di particolari spiegazioni, a livello di descrizione d’immagine. Il concetto che si pone dietro, al contrario, potrebbe suscitare qualche riflessione più profonda: «perché la nudità e la sessualità sono da considerare vergognose, mentre la grafica di un omicidio dovrebbe andare bene?». Questa è la domanda posta dal producer scozzese Alex Smoke, arrivato al quinto LP.

Il suo, che è un percorso che procede da sempre lungo i bordi della club culture (da cui attinge il lato più straniato, polveroso, nichilista e ossessivo), affonda tuttavia un messaggio tutto umano, focalizzato sull’emozione, o meglio sull’incapacità d’esprimerla, su ciò che risulta dell’uomo nell’era digitale. Come per Wraetlic, anche da queste parti Smoke riprende il suo pallido registro soul che ricorda tanto Dave Gahan quanto Antony sotto formalina, eppure tra elettronica e voce non c’è alcuna prima donna.

Efficace e costruito su solide fondamenta, tra Portishead in viaggio nell’Ade e stanze post-Kid A, Love Over Will è l’ennesimo passo in avanti del Nostro, probabilmente il migliore. Rappresentata con classe e sentimento, una colonna sonora dai fendenti techno, ossessiva e asfissiante nell’idea che si porta dietro, con l’ennesima critica alla nostra società post (e ancora post?) moderna intrisa fino al midollo di pregiudizi e buonsenso da quattro soldi.

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