• Mar
    01
    2012

Album

Go Down Records

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Messi temporaneamente da parte gli Alix (le ultime notizie risalgono al buon Good 1, correva l'anno 2008), è tempo di side project per Alice Albertazzi e Gianfranco Romanelli, cantante intensa e duttile la prima e valido chitarrista/bassista il secondo, compagni nella vita e da oggi anche animatori dell'avventura Alice Tambourine Lover. Sulla base di un blues elettrico ridotto alla configurazione minima (chitarre, voce e tamburello appunto) imbastiscono un sound corposo e screziato, dove la buona tecnica di entrambi va a sommarsi ad un'espressività convinta e convincente.

Non di esercizi di stile si tratta – roba tipo "sentite come siamo bravi a fare il blues" – ma di nove composizioni dinamiche e intriganti, capaci di scomodare paragoni anche impegnativi. Tipo il John Parish tra liturgie Desert Sessions di Shall I Walk Around, gli Alice In Chains con le spine quasi staccate di Angels Gone, la PJ Harvey sanguigna e allusiva di Track Of You, l'inquietudine spersa Gun Club di Pills Of Fire oppure il melò radente e sabbioso come certo impalpabile Lanegan della stupenda Let Desire Come. Nella tavolozza non mancano combinazioni curiose o anche solo divertenti, vedi il piglio civettuolo – una Karen O tra fantasmi southern – di Crash, la sensualità blasé vagamente Kim Carnes di Naked Lady e quella Hungry Thieves che zompa beffardella come una nipotina basale degli ZZ Top.

Alle nostre latitudini non capita spesso d'imbattersi in lavori così pimpanti e assieme sostanziosi. Sarebbe un peccato riscuotesse le attenzioni dei soli appassionati del genere.

18 Aprile 2012
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