Recensioni

Partita come sito web (Drum&BassArena) e poi sviluppatasi in varie direzioni con eventi, etichette discografiche e altre attività collaterali, AEI è una delle più potenti industrie musicali per quanto riguarda la produzione di compilation a base di bass music.
Con l’omonima serie di uscite d’n’b e successivamente dubstep (la serie annuale This Is Dubstep), i londinesi James Cotterill e Diluk Dias hanno finora venduto centinaia di migliaia di dischi basandosi su una ricetta che si è via via raffinata mescolando produzioni edite e remix, grandi star e feudatari del dancefloor ma anche andando a valorizzare i producer più oscuri e le nuove leve. Non sfugge alla formula quella che è già sulla carta la raccolta che tutti vogliono e s’aspettano, un taglio internazionale sullo stato dell’arte del fenomeno più chiacchierato dalla seconda metà del 2012, nonché una corrente/nascente genere che recentemente è, insistentemente e da più parti, già al centro delle speculazioni su ciò che dovrà rimpiazzare il dubstep nel dancefloor.
Che il fenomeno trap abbia smosso parecchio le acque da Glasgow o Brighton fino alla provincia americana più bass addicted è dato ampiamente documentato in All Trap Music, e proprio il tessuto statunitense si è dimostrato il più ricettivo e naturalmente preparato ad accoglierlo. Tra i protagonisti stellestrisce della compila troviamo chi ne aveva intuito il potenziale già a fine 2010 come Luminox / David Phoenix di Chicago, chi con la thug step (fusione tra southern HH e dubstep) ne incorpora tranquillamente i cromosomi (Hpntk da Atlanta con Underground Tatics), chi – Gent & Jawns – partendo dalla scena moombahton, capitalizza con la qui presente Turnup le oltre 80.000 visite su SoundCloud nel 2012 e chi (Planet 12th, mentore di Skrillex e del giro EDM di LA) monta svogliatamente sul calesse con un remix di Ratchet Strap da parte di un ƱZ che è pura mossa promozionale di altro buzz nel buzz di questi mesi. Producer – pare – francese autoproclamatosi “Trap God”, ƱZ è – non a caso – firmatario per la Owsla e Mad Decent. Lo scorso anno ha realizzato, con buoni spunti e molta self confidence, la famosa serie Soundcloud numerata Trap Shit (poi catapultata sulle compile della Jeffree’s), mentre qui lo ritroviamo anche nella buona remissata dei Foreign Beggars (Goon Bags), a dimostrazione che il mascherato, oltre a spararle grosse, è anche capace di graffiare.
Tra le origini della trap music – letteralmente la colonna sonora dei luoghi dove i veri ghetto boss si ritrovano a far affari – un immaginario, più che uno stile, interno alla scena Southern HH con un corollario di drum machine 808 ed effettazzi gansta da campionatori di terza mano – e la sua attuale mutazione dancefloor (la “trap out of the trap”), il MCD si riduce all’uso ostentato di bassi, alle timbriche plastiche della famigerata batteria elettronica (e famoso rullantino), ai campionamenti spesso vocali, il tutto chopped & screwed, un culto che è stato oggetto di un revival trasversale che ha interessato, specie negli ultimi due anni, sia le produzioni HH di Lex Luger per i rappusi USA, sia compagini altre come Girl Unit (l’antefatto di fenomeni come Purity Ring), Rustie (da più parti indicato come il prime mover della EDM Trap) e Kuedo (nella kermesse per aver incluso il rullante in una produzione cinematica retro-70s). Niente che non potesse rimanere frammentario e tale se Diplo e la sua scuderia non ne avessero cavalcato lo stilema contagiando in corsa una quantità inedita di segmenti elettronici legati al ballo. Non è un caso che nella raccolta il numero di artisti Mad Decent / Jeffree’s sia rilevante a partire dai citati Gent & Jawns, ƱZ ma anche Bro Safari (la deboluccia Spooked con il feat. DJ Craze) e ovviamente Flosstradamus, ovvero quelli dell’eppì Total Recall (febbraio, 2012) che, già allora, autodefinirono “post-apocalyptic trap” e che qui ritroviamo in ottima forma nel remix di Baauer di uno dei pochi pezzi bomba, Rollup (traccia bass ultra secca e il colpo di tosse bronchitico a scandire).
Da sottolineare che lo stesso Baauer (in apertura con la discreta Dum Dum, traccia originariamente pubblicata su vinile white label a febbraio 2012), colui che ha fomentato il virale YouTube di Harlem Shake e poi sbancato le chart a partire dalla primavera scorsa, è un fiero protagonista dello scacchiere di Diplo, il testimonial di una serie di nuovi producer che hanno fatto esclamare a molti giornalisti che “finally Mad Decent is producing decent stuff”. Ed è su questo versante di Trap più quadrato, bianco, incline all’anthem e revisionista riguardo al southern (lato Glasgow / LuckMe ma anche Frite Nite) che troviamo le quadrature mancate della compilation (perlomeno nelle nostre di economie e gusto). Passi la mancanza di un tardivo come Starkey, più grave la mancanza di un “originator” come Rustie (ascoltate City Star, ottobre 2011) e dei figli suoi, i TNGHT di Lunice e Hudson Mohawke – pur con la presenza del primo nel buon remix – molto Chicago juke – di From The Back dei Flosstradamus (con il feat. di Danny Brown). A mancare, inoltre, il Salva producer, che assieme al presente RL Grime (di cui remissa la qui inclusa, discreta, Grapes alla Vodka) ha probabilmente prodotto il miglior pezzo trap in assoluto che è il remix di Mercy di Kanye West, ed è un peccato che non ci sia il norvegese Slick Shoota (troppo ostico?). In compenso, ottima scoperta i Clicks & Whistles con Fumando – vedi anche il Soundcloud, che il duo è decisamente eclettico – e non è male per niente l’AEI artist Buku da Pittsburg che consegna alla raccolta due pezzi del Janky EP (All Deez, Janky), ottime sintesi per sottrazione di sottogeneri anche in area EDM. Tornando al lato britannico del trap, è interessante l’inclusione delle più giovani rappresentanze della Soundcloud community come gli esordienti Massappeals (7even Oh!), il duo londinese Stooki Sound e la micro scena di Brighton con XXTRAKT (Higher) e HUCCI (la ultra minimale Ball So Hard e Hustle), act di gran lunga più interessanti delle stanche produzioni a base grime come Network di Dream McLean (con il pur buon remix dei veterani d’n’b / dance Chase & Status) o Bricks di S-X.
Salvo note compensazioni AEI, e la ovvia assenza dell’ala abstract / hypster (uno su tutti, Ryan Hemsworth), la compilation è ampiamente consigliabile per immergersi nelle sonorità trap e osservare un paio di interessanti tendenze in atto: il lato dungeon con HPNTK, Massapeals (pulizia del suono, suoni gotici, ultra bassi, atmosfere anche cartoon) e quello antemico di derivazione TNGHT, Flosstradamus, Baauer, Buku. Rimarranno, certamente, le contaminazioni con la prosopopea laseristica dell’EDM sound (vedi alla voce Dj Muggs) ma l’aspetto interessante di quest’ondata è che, con i suoi “riff” e l’estetica hh minimali, suggerisce una via lontana dalle produzioni skrillexiane a tutto favore di una wonky music che ha voluto tornare all’ossatura rap, alla faccia di Flying Lotus, e a tutto pro del dancefloor.
Amazon
