Recensioni

Il dramma antropologico condotto dalla signorina ?Alos si arricchisce di questo EP in vinile rosso smagliante. Tre pezzi che introducono un nuovo livello di sensibilità espressiva per la creatura speculare della Pedretti, grazie soprattutto al contributo della multistrumentista californiana Kris Force (tra le altre cose a capo del progetto Amber Asylum), che si presta al violino e al violoncello nell'antimelodramma Cammineremo sui nostri corpi e in quella title track che distilla tremori cinematici come il Morricone più astratto o un Brian Eno apocalittico.
Ha buon gioco la performer vigevanese col suo consueto intarsio sciamanico da serpenta che striscia nel sottobosco ctonio (chitarra tra il distorto e il devastato, percussioni e campanelli, nevrastenie vocali e capelli da Gorgone…). Però, come dicevamo, avverti particelle di lirismo pressoché inedite, una sorta di struggimento basale, voglia di rovesciare le radici e alzare lo sguardo all'orizzonte, come se nella mistura fossero cadute due gocce in più di speranza e pietas. E non è affatto male. Così come non è male la opening Panas, spettro blues e tribalismo terrigno – al violoncello stavolta un palpitante J.K. – attorno agli archetipi di noise e post-rock, finendo poi per beccheggiare non senza sorpresa tra le allucinazioni cosmiche dei primi Floyd.
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