Recensioni

La prima collaborazione tra gli Altera e Freak Antoni risale addirittura al 1997, quando il gruppo genovese esisteva da poco più di un anno, ed è proseguita con la partecipazione a Canto di spine, il disco del 2001 dedicato alla poesia italiana del ‘900, fino a quello che avrebbe dovuto essere il singolo del nuovo album e che poi è diventata l’ultima canzone registrata dall’ex cantante degli Skiantos. L’amicizia e la necessità di elaborare la perdita hanno portato Stefano Bruzzone e compagni a mettere da parte il disco previsto e a realizzare, grazie a Musicraiser, questa raccolta di materiali vari ed eterogenei, un po’ omaggio un po’ filologia.
Il centro è Par-lamento (presente anche in un “electro mix” del dj Max Monti), energico attacco all’attuale classe politica (con citazione della Paese scarpa degli Skiantos), un bel funk rock potente che pur non mancando di un verso dalla scorrettezza memorabile come “voglio sodomizzare /un parlamentare” (che in questi tempi non mancherà di riscuotere consensi), presenta un approccio un po’ troppo diretto per gli standard di Freak (che si adegua al contesto, con un testo non dei suoi migliori), come peraltro l’arrangiamento – un rock classico di quelli col distorsore staccato dagli altri strumenti.
Il resto è una cover della Paese scarpa citata nel brano, il figlio di Quasimodo che legge gli aforismi più famosi della buonanima, un frammento di Freak in radio (anche qui, le battute non sono le sue migliori) e una sua lettura di Whitman (O capitano! Mio capitano), qualche sua poesia messa in musica, la parte vocale del brano di Canto di spine (Poetica 2), una canzone del gruppo dedicata a lui, una versione di Però quasi col pianoforte originale (quello escluso dal mix finale).
Frammenti con un filo conduttore, insomma, per un omaggio che si capisce essere realmente sentito, si capisce la sincerità della voglia di mettere a disposizione i materiali del cantante in mano alla band, e qualche momento suggestivo c’è; l’insieme però viene penalizzato dall’eccessiva banalità del rock del gruppo (dove invece Dandy Bestia era classico), che c’era anche nel sunnominato Canto di spine dove però veniva scossa da cambi di tempo e da una maggiore attitudine per lo scarto e la stranezza.
Qui invece quello stile mal si accorda con l’approccio avanguardista di Antoni, e lo scarto è esemplificato chiaramente dalla differenza profonda tra il tipico cantato rock di Bruzzone e un Freak che riusciva a destabilizzare qualsiasi cosa, già a partire da timbro della voce.
Forse, un vero omaggio avrebbe richiesto, anche per il suonato, un approccio più da “Attila del savoir faire”, tanto per continuare a citare il poeta.
Amazon
