Recensioni

7.1

Dall’aletta: «Pensare alla saga dei King Crimson porta a vedere una storia che si sviluppa in orizzontale. Una vicenda che si dipana in verticale ti dà l’idea di qualcosa che parte da un punto zero e scorre, incartapecorendo, lungo la scala del tempo fino alla definitiva consunzione. Con i King Crimson questa sensazione non ce l’hai. Li vedi piuttosto come una creatura che cambia pelle. Come una lucertola (Lizard) che perde un pezzo, la coda, per esempio, e questa viene sostituita, ricresce». Suggestiva come immagine per afferrare la vicenda artistica dei King Crimson, il loro corpo proteiforme che cambia di continuo – mentre alla testa rimane saldo il signor Fripp – e le tante direzioni che corrispondono (anche) ad altrettante “ripartenze” e cambi di organico.

Nonostante questa premessa il nostro Andrea C. Soncini procede comunque in verticale – e non ce ne vorrà se notiamo la divertente contraddizione. Prende un periodo, “gli anni prog”, e lo scandaglia a fondo. Davvero a fondo. Come si può rendere altrimenti l’unicità e la complessità di una delle formazioni più tecniche e imprendibili della storia rock, la girandola dei cambi di formazione, le mutazioni camaleontiche dello stile, la complessità di influenze e ascendenze che si incrociano sulla traiettoria della regale creatura frippiana? Ricostruendone meticolosamente il percorso a partire dalla formazione di ogni singolo componente, le tappe della crescita e del cambiamento, la genesi dei dischi e i loro risvolti musicali, i rapporti personali tra i musicisti, le cronache dei tour, la ricezione sulla stampa, i dettagli discografici (dove trovare le varie registrazioni di concerti storici).

Dalla preistoria della band alla “rivelazione” di Hyde Park, dal capolavoro In the Court of the Crimson King ai rimpasti creativi e di line-up che hanno portato a dischi incredibili come Larks’ Tongues in Aspic, è tutto raccontato con scrupolo e invidiabile dedizione alla causa in questa guida narrativa ottima per introdurre i neofiti ma anche per essere divorata da appassionati in cerca di nuove curiosità. Considerando il feeling eccezionale che esiste da sempre tra il nostro paese e il rock progressivo – scusaci per l’etichetta Mr. Fripp – non abbiamo dubbi che la schiera degli uni e degli altri sarà pronta ad adottarla tra le sue letture d’elezione.

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