• Giu
    09
    2017

Album

42 records

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Chi è Andrea Laszlo de Simone? O meglio, chi SONO Andrea Laszlo de Simone? Uno, nessuno, centomila, come una sagoma tratteggiata da Pirandello. Sicuramente non un personaggio in cerca di autore, ma un autore in cerca di motivazioni. Verrebbe da chiedersi come può un esordio così variopinto, narrativamente eccitante e musicalmente coraggioso come questo Uomo Donna, celare la mano (in)sicura di un autore che è davvero in cerca di motivazioni, e che lo abbia veramente pubblicato un po’ per caso e un po’ per sfida. Ora trentenne, questo bizzarro personaggio che ricorda un po’ una rockstar anni ’70 stilizzata da Hanna & Barbera, non è certo un novizio: alle sue spalle, l’esperienza negli Anthony Laszlo e una solida avventura coi Nadàr Solo del fratello maggiore Matteo, intervallate dalla scrittura, ammette lui stesso, di più di trecento canzoni composte in casa, sui treni, in macchina e chissà dove.

Uomo Donna è una sorta di libro-cuore che si lascia trasportare da una narrazione biografica pur riferendosi a una dimensione più umana e collettiva e viceversa. Come suggerisce il titolo, qui si tratta d’amore vissuto come relazione reale, dunque intesa come un conflitto tra i sessi, tra due parti opposte che attuano questo scontro e le forze che lo moderano. La miglior strategia adottata dall’autore sta proprio nell’aver tolto la centralità di un soggetto sull’altro, nell’aver fatto scivolare l’ego in una periferia del pensiero, trasmutando la dimensione privata in qualcosa di comune, di pubblico. Questa è la Repubblica di Laszlo, dove regna un collettivismo che lo emancipa dai nuovi-autori-indie attraverso una prosa che fa più pensare ai flussi di coscienza, e al lirismo teatrale e grottesco di un Dalla (qui rievocato in brani come Questo non è amore), o alle epiche concettuali, sociali, politiche (ma molto umane) degli Area o del Banco del Mutuo Soccorso. De Simone ci dà in pasto storie, magari dai contorni frastagliati e confusi, offuscate dalla perseveranza nel trovare il bandolo della questione amorosa, una corsa in un labirinto che in definitiva lo riporta al tempo dell’Italia dei vari Claudio Rocchi e Alan Sorrenti, oltre che ai sopracitati. Poi c’è questo spettro da premiata ditta Mogol-Battisti a vegliare su un lirismo a tratti confuso e volutamente approssimativo, mentre i gingilli infantili e le bizzarre giocosità messe in campo ricordano un po’ Robert Wyatt e a tratti anche Syd Barrett, e la Berlino-Ovest evocata sembra quella dei Tangerine Dream (Gli uomini hanno fame, oppure Eterno Riposo).

In quest’assurdo e variegato microcosmo, registrato con quella patina rétro che innesca il dubbio se tutto sia estremamente calcolato o lasciato al caso, coabitano limpide tonalità sonore ed oscuri field recording, amore e psiche… Andrea, Laszlo, de Simone e tutti gli altri fanno da ciceroni, e noi siamo ben felici di seguirli. Uomo Donna sarà un disco casuale, nato per gioco o per bizza, manieristico e pure un po’ prolisso, ma è una delle creature più affascinanti che si siano mosse ultimamente nel panorama italiano.

28 Giugno 2017
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