• Ott
    01
    2005

Album

Fat Cat

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Eccoci di nuovo a parlare degli Animal Collective. A pochi mesi dal mini in compagnia della rediviva Vashti Bunyan, un anno dopo Sung Tongs, la coppia formata da Avey Tare e Panda Bear ritorna con una raccolta di canzoni, la settima in cinque anni esclusi progetti paralleli e collaborazioni, la cui acutezza ormai non fa più notizia. Un curriculum in perenne espansione che non mostra cedimenti, anzi.

Registrato a Seattle sotto il vigile orecchio del veterano Scott Coldburn (già con Sun City Girls), Feels vede il collettivo allargarsi, affiancando l’enigmatico Geologis, l’amico ritrovato, a una serie di ospiti che vanno da Kristin Anna Valtysdottir (già nei compagni d’etichetta Múm) al fondamentale violinista Eivynd Kang (collaboratore, tra gli altri, di Laurie Anderson e Arto Lindsay).

Il lavoro di squadra e l’interscambio di idee riescono per l’ennesima volta a stupire, come nel caso di Loch Raven, rinnovato omaggio allo sterminato genio di Brian Wilson, oppure l’appeal da singolo (marziano, ovviamente) di Glass, deliziosa cantilena folkish che segue il brano d’apertura Did You See The Words, frenetica schitarrata che scova l’impossibile scheletro folk nascosto sornione nell’armadio dei My Bloody Valentine.

Il resto è la solita, geniale routine: il country sghembo di Turn Into Something, la psichedelia rurale di Daffy Duck e Flash Canoe, gli aromi d’Oriente di Bees lasciano l’ascoltatore povero di definizioni, impossibilitato nello scovare nuovi e coraggiosi aggettivi all’altezza dei tanti spesi sino a oggi nel tentativo di etichettare questi giullari del pentagramma. Dicevamo un anno fa, a proposito di Sung Tongs, che era come guardare “un film già visto eppure mai visto, insieme punto d’arrivo e punto di (ri)partenza”. Ebbene, ci risiamo.

1 Ottobre 2005
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